Lo scandalo internazionale della deforestazione in Indonesia ha costretto il presidente, Joko Widodo, a promettere una revisione della normativa che consente agli agricoltori di bruciare la terra disboscata per eliminare alberi e piante rimasti in piedi.
Il fenomeno, in crescita negli ultimi mesi, è letteralmente esploso questa settimana, obbligando il presidente a cancellare un viaggio ufficiale negli Stati Uniti per dichiarare l’emergenza nazionale.
Le emissioni da deforestazione generate dal Paese sono schizzate infatti sopra i livelli di guardia, superando la media giornaliera di tutte le attività economiche degli USA.
Indonesia, Malesia e Singapore sono coperti da nubi tossiche che hanno già infettato i polmoni di 500 mila persone, costretto le scuole a chiudere e cancellato numerosi voli.
Gli incendi, spesso deliberatamente appiccati dalle società che gestiscono le piantagioni di olio di palma e dai piccoli proprietari, hanno arso per settimane i boschi e le preziose torbiere nel territorio delle isole di Sumatra e Kalimantan.
Le grandi industrie del settore, sempre più sorvegliate dai mass media e dai governi, stanno lentamente abbandonando le pratiche più discutibili: in questo vuoto si inseriscono medi imprenditori senza scrupoli che invece utilizzano ampiamente il “taglia e brucia”.
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