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Riavere i soldi dal fisco: come fare?

Tassein sintesi un articolo che leggo su Altroconsumo

Ti sei accorto che avresti dovuto pagare 300 euro di Irpef invece per errore ne hai versati 370?

Hai pagato l’Imu sulla prima casa e solo in seguito sei venuto a sapere che non avresti dovuto versare proprio nulla?

Il fisco in questi casi ti dà la possibilità di ritornare sui tuoi errori e di chiedere il risarcimento delle somme pagate anche se non dovute.

La richiesta di rimborso, che tecnicamente si chiama istanza, deve essere fatta in carta semplice entro i termini previsti dalle norme tributarie e indirizzata a enti differenti a seconda del tipo di imposta di cui si chiede il rimborso.

I termini entro i quali presentare l’istanza

  • 5 anni per le imposte locali quali Imu, Tasi e Tari.
  • 4 anni per il rimborso di ritenute e versamenti di imposte dirette quali Irpef, Ires…
  • 3 anni per il rimborso delle imposte indirette quali imposte di registro, di successione o donazione, di bollo…
  • 2 anni se non specificato diversamente, come per l’Iva.

A chi chiederlo

  • Imposte dirette: il rimborso va chiesto all’ufficio dell’Agenzia delle entrate competente per il contribuente al momento della dichiarazione dei redditi.
  • Imposte indirette: all’ufficio dove è stato registrato l’atto o la successione.
  • Imposte locali: all’Amministrazione comunale a cui si è versato il tributo.

 

Nell’istanza vanno spiegate le ragioni per cui si ritiene di aver diritto al rimborso e vanno allegate le prove dei versamenti eseguiti o le certificazioni delle ritenute subìte.

Se il fisco riconosce il diritto al rimborso, il contribuente ha diritto alla restituzione di ciò che ha ingiustamente pagato.

L’importo viene accreditato sul conto corrente (bancario o postale) i cui dati vengono comunicati con la domanda di rimborso o attraverso il canale Fisconline presente sul sito dell’Agenzia delle entrate.

Se l’acconto versato è superiore al totale dovuto il termine per chiedere la restituzione dell’importo versato in eccesso decorre dal versamento del saldo.

Se l’acconto versato non era dovuto o non era dovuto in quella misura già nel momento in cui è stato pagato oppure non era applicabile la disposizione in base alla quale è stato pagato, il termine scatta dal versamento dell’acconto.

Quando si versa un’imposta senza tenere conto di un’agevolazione a cui invece si aveva diritto il termine (di due anni) per chiedere il rimborso inizia a decorrere solamente nel momento in cui il procedimento di verifica si conclude.

Se una norma che regola tasse o tributi viene dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale, il termine per chiedere il rimborso di quanto ingiustamente versato in base a quella norma decorre dalla data della sentenza.

Le cose cambiano se invece l’illegittimità viene dichiarata dalla Corte di giustizia europea: la giurisprudenza prevalente ritiene infatti che in tal caso vada applicata la regola generale secondo cui il termine per presentare la domanda di rimborso scatta dalla data di versamento dell’imposta.

 

Un commento su “Riavere i soldi dal fisco: come fare?

  1. Madamin
    26 gennaio 2016

    Ho pagato 2 volte la seconda rata dell’IMU (129.00 euro) a dicembre 2013 (perchè sono stupida): ho fatto subito tutte le carte per il rimborso attraverso la commercialista dell’azienda e non ho ancora visto nulla.

I commenti sono chiusi.

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