Tutti i cittadini italiani sanno che è difficilissimo cambiare le cose in Italia, soprattutto quando si parla di spesa pubblica, impieghi statali, poltrone.
Le giustificazioni di questo stato di cose sono infinite, le ragioni storiche spesso indagate, ma la realtà resta nascosta: come si prendano le decisioni nelle stanze del potere non è dato sapere.
Roberto Perotti ha frequentato per oltre un anno quelle stanze. E quel che ha scoperto, nel merito e nel metodo, getta una luce del tutto nuova sulle ragioni per cui in Italia è così difficile cambiare le cose.
Certo, le riforme non si fanno, o si fanno male, anche per il solito problema degli interessi di parte e dei veti incrociati.
Ma secondo Perotti il motivo principale è molto spesso diverso: pigrizia intellettuale, mancanza di informazione sui problemi, formalismo giuridico senza molta preoccupazione per i risultati, disorganizzazione, disinteresse dei vertici per i dettagli, e la colpevole illusione che a piccole misure possano corrispondere grandi effetti salvifici.
E poi la regola aurea della politica: mai toccare i privilegi esistenti.
Dai costi della politica al Jobs Act, dalla Buona Scuola ai programmi per la lotta alla povertà, Perotti passa in rassegna i tentativi di cambiare le cose in Italia e, da economista quale è, analizza le cifre, si affida a studi quantitativi, sottrae le questioni al tiro incrociato delle polemiche politiche, mettendo sotto gli occhi dei lettori la realtà nuda e cruda.
Saro’ diretto: ma cosa sta dicendo il signor Perotti?
A me pare che di riforme (un termine da polizia del pensiero, visto che si tratta sempre di controriforme) in Italia se ne siano fatte eccome, e tutte nella stessa direzione.
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Dal divorzio Banca d’Italia / Ministero del Tesoro, all’abolizione della scala mobile, alla concertazione, al pacchetto Treu, alle varie modifiche dei vari ordini scolastici che si sono sovrapposte le une alle altre, fino all’orripilante introduzione del pareggio di bilancio nell’articolo 81, in Italia i cambiamenti ci sono stati, e sono andati tutti nella stessa direzione: smantellare le basi della Costituzione, aumentare le disuguaglianze, precarizzare il lavoro.
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Perotti getta fumo negli occhi con temi a facile e pronta presa, che aizzano le folle, mentre la classe alla quale lui appartiene continua bellamente a fare macelleria sociale; anzi, se possibile negli ultimi tempi la foga e l’energia con la quale gli italiani vengono scientemente annientati, compresa la loro dimensione culturale, sono ancora aumentate.
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Quindi, che non venga a raccontarci balle e imbonirci con la favoletta dell’immobilita’: quando c’e’ stato da cambiare, i cambiamenti sono arrivati eccome, ed il risultato e’ sotto gli occhi di tutti.
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sicuri si diventa, Ride Safe.