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La mappa dei rischi nei piatti dei bambini

lente alimentiSei anni di lavoro e più di 200mila campioni analizzati.

È quanto è servito all’Anses, l’Agenzia francese per la sicurezza alimentare, per realizzare il primo studio della dieta totale interamente dedicato ai bambini sotto i 3 anni.

L’obiettivo era valutare le esposizioni chimiche di una parte della popolazione europea molto sensibile dato che il possibile impatto di determinate sostanze è potenziato tanto dall’immaturità dell’organismo che dal rapporto sfavorevole tra contaminante e peso corporeo.

Per realizzare lo studio sono stati acquistati su vari punti vendita (di grandi e piccole dimensioni) alimenti regolarmente consumati.

Il progetto ha valutato un rischio tollerabile o accettabile per il 90% delle sostanze rintracciate.

Resta però il 10% di analisi che hanno mostrato pericoli che non possono essere esclusi o che vengono definiti non accettabili.

Alcuni punti, insomma, meritano particolare vigilanza, visto che le valutazioni del rischio hanno permesso di individuare le sostanze per le quali i livelli di esposizione di un numero significativo di bambini supera i valori tossicologici di riferimento.

In particolare sono state individuate 9 sostanze o famiglie di sostanze (arsenico inorganico, piombo, nichel, PCDD / F, PCB, micotossine T- 2 e HT-2, acrilammide, DON e furano), per le quali la situazione è stata considerata preoccupante.

Vediamole assieme alle raccomandazioni dell’agenzia francese….

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