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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Il libro di Martina: Città di sabbia

a cura di Martina Villa, curatrice della Pagina FB Quando nevica scarlatto

Attenzione: Spoiler fin dalla prima riga

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La saga di Laini Taylor riassunta in poche righe:
“Oh ma che figo Sulphurus!”
->Sulphurus muore.
“Ma che tenero Ziri!”
->Ziri viene seviziato, mutilato e brutalmente sfigurato.
“Mi piace proprio Hazael!”
->Hazael muore anche lui.

Tutti (TUTTI!) i miei personaggi preferiti o muoiono o vengono maltrattati, picchiati, tagliati e squarciati nei peggio modi possibili! È una cosa incredibile. Non ci credo. Laini Taylor l’avrà fatto apposta per farmi soffrire (ovviamente sto scherzando) ed ora temo fortemente per il destino di Liraz in “Sogni di mostri e divinità”.

Comunque.

Tornando seri.

Questo libro è scritto benissimo, con un lessico vario e preciso. (E poi c’è Ziri.)

I personaggi sono caratterizzati benissimo, come nel libro precedente, anche le semplici comparse. E poi c’è Ziri.

La trama è un po’ così così, come la “parte uno” dei film che oggigiorno i registi amano tanto spezzare in due capitoli differenti, in quanto verte solo sui preparativi dell’imminente guerra tra chimere e serafini, senza rincorrere un obiettivo ben preciso e delineato.

All’inizio è un po’ noiosa e fa davvero molta fatica ad ingranare. Questo libro l’ho trovato nettamente sottotono rispetto alla “Chimera di Praga”.

Ma chi se ne frega. Tanto c’è Ziri!

Ok, ok, dovevo rimanere seria, ma come si fa a non voler bene e a non sclerare davanti a quel piccolo, più o meno fortunato, Kirin! Impavido, leale, fedele, sempre pronto al sacrificio per la causa (ooops! Spoiler!).

L’ho adorato davvero molto! Così come Hazael e Liraz. Lui così tenero ed affettuoso ed allo stesso tempo astuto e combattivo; lei una “badass” senza confronti! E anche Zuzana e Mik sono riusciti a strapparmi un sorriso in diverse occasioni con la loro leggerezza.

L’unico che non mi va molto a genio è Akiva.

Sorry Laini por mi vida loca, (?) ma la cara Sventura delle Bestie proprio non mi piace. Non saprei nemmeno bene dire il perché. Alla fine anche Akiva è ben caratterizzato, combattuto tra l’essere solo un mero oggetto nelle mani di Joram, uno dei tanti, innumerevoli, Illegittimi, ed i sentimenti per Karou e per la causa e per i suoi fratelli ed è attratto dai misteri del suo passato, le sue origini derivanti dai serafini oltre l’oceano.

Non so. Semplicemente non è scoccata la scintilla, credo, tutto lì. A prescindere dal mio gusto personale rimane comunque un ottimo personaggio.

Ed il libro, beh, l’avrete già capito da voi, ovviamente è stra-consigliato!;-)

 

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Questa voce è stata pubblicata il 19 febbraio 2017 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , , , , , .
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