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Trama: Per fare indagini ci vogliono due cose: tempo e soldi. Spesso mancano sia l’uno che gli altri.
I tre poliziotti pensionati, il sostituto commissario Ferruccio Pammattone, nome in codice Semolino, il sovrintendente Eugenio Mignogna, nome in codice Kukident, e l’assistente Luc Santoro, nome in codice Maalox, non dispongono di molte risorse finanziarie, ma di tempo ne hanno da vendere.
Decidono così di levarsi un bel sassolino dalla scarpa: indagare su quei loschi figuri che invece il portafoglio ce l’hanno sempre pieno, che girano su auto sportive e fanno la bella vita tra casinò, località di villeggiatura, barche e donne da copertina.
Perché il mondo dei ricchi spesso non è quello che sembra, è un mondo fatto di apparenza, di auto prese a noleggio, di Rolex rubati…
Opinione personale: E’ il secondo episodio delle indagini della Squadra speciale minestrina in brodo e sebbene sia leggermente meno umoristico del primo, in ogni caso è stata una lettura piacevole che ho utilizzato per disintossicarmi dalle letture precedenti.
Leggere gialli e polizieschi mi piace, ma ogni tanto serve un antidoto contro violenza, prevaricazione e, spesso, ingiustizia. Con questi 3 pensionati si sorride e si ottiene, per l’appunto, giustizia.