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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: La canzone del ritorno

Un lungo viaggio nel cuore arcaico della Spagna, a bordo di un singolare veicolo: un carro funebre. Dani Mosca sta portando le spoglie del padre nel paesino dove era nato e cresciuto, e da cui partì per guadagnarsi da vivere.

In una situazione che alterna malinconia a ilarità – l’invadente e logorroico autista ecuadoregno, lo squinternato comitato di ricevimento locale –, Dani ripensa a tutta la sua vita: il mestiere di cantautore e i primi tempi con il gruppo rock che non si faceva mancare gli eccessi di droghe e sesso, il vuoto lasciato da un’amicizia perduta tragicamente, il rapporto conflittuale con un padre pragmatico e autoritario, il grande amore della sua vita e il matrimonio ormai finito, con due figli che adora e l’ex moglie divenuta un’amica su cui poter contare.

Al termine del viaggio, le radici ritrovate gli confermano che, comunque, la vita è altrove.

Un romanzo che si legge come una canzone, narrato da Trueba con ironia sottile e drammaticità calibrata, fornendo profonde riflessioni sul precario equilibrio tra i desideri e la realtà, tra i sogni realizzati e le laceranti delusioni.

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Questa voce è stata pubblicata il 14 agosto 2018 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , .
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