
Aprile 2015. Venezia si appresta a celebrare il cinquecentenario della morte di uno dei suoi «figli adottivi» più famosi: Aldo Manuzio, uno dei fondatori dell’editoria moderna.
Tra le varie manifestazioni, nelle sale dell’ex monastero di San Giorgio Maggiore si sta aprendo un convegno internazionale di studi sull’arte di Manuzio, il cui momento più atteso dovrebbe essere il disvelamento di un raro esemplare del suo capolavoro tipografico, l’Hypnerotomachia Poliphili, stampato a Venezia nel 1499 e comparso misteriosamente sul mercato librario.
A rovinare la festa, proprio il commissario Aldani, che impone la temporanea interruzione dei lavori per annunciare l’avvio di un’indagine di Polizia della massima urgenza. Uno dei maggiori esperti di edizioni aldine, un professore tedesco che si trovava in città allo scopo di intervenire al convegno, è stato infatti ritrovato cadavere.
Si tratta di omicidio premeditato? Di una rapina finita male? O di una pura, e tragica, fatalità?
Aldani e la sua squadra faticano nella ricerca di informazioni utili e piste valide, in un’indagine che li vede addentrarsi in un ambiente a loro molto estraneo e ostico.
Tra accademici, antiquari, collezionisti e bibliofili, sarà necessario l’aiuto di nuovi e inaspettati collaboratori, perché Aldani possa districarsi tra mille sospetti e bugie e, non tralasciando alcun particolare, dare un senso a ogni cosa…
Opinione personale: Della Serie con il Commissario Aldani ho già letto 4 libri e confermo appieno il mio gradimento sia per il personaggio sia per come scrive l’Autore ed anche in questo caso nella mia classifica personale si aggiudica un Buono (4* sul Kobo).
La storia, come riportato anche nella sinossi, a tratti è un pò ostica in quanto l’ambiente degli incunaboli e/o libri antichi non è sempre facile da affrontare, tuttavia questo non ha reso noiosa la lettura, anzi ti spinge a capirne di più.
Per forza di cose non è possibile aggiungere nulla sulla trama, per non rovinare la lettura, tuttavia l’inizio conferma che Aldani certe volte si muove come un elefante in una cristalleria. 😀
Cerca rogne con i vertici ed infatti le trova… però Aldani si mostra anche un uomo giusto, oltre che un buon investigatore e a differenza di tanti altri commissari sempre uguali ad un clichè che ha stancato, riesce ad essere marito, padre, amico ed un buon capo per i suoi uomini, il che non è poca cosa.
Sempre interessanti le note dell’Autore in chiusura.
Nota a margine: Sul Kobo mi sono ritrovato con un capitolo scritto due volte il che inizialmente mi ha mandato in confusione; vero che leggo per 20-30 minuti alla sera e capita di “dimenticare” qualche paragrafo già letto, ma in questo caso temevo di essere vittima di un’amnesia.