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Book Crosser – Cosa e perchè

Entrare in una libreria, sfogliare le prime pagine e cogliere dopo poche parole l’emozione che lo scrittore vuole comunicarci, questa è magia. La magia che solo un buon libro oppure un disco possono darti. Ma quando leggi un libro “abbandonato” su una panchina, un autobus o in un sala d’aspetto dal dentista, prima o poi ti chiederai chi l’ha letto prima di te e cosa ha provato scorrendo le stesse pagine; tutti i lettori dentro di loro hanno l’anima di uno scrittore e quindi la curiosità. Degli altri, del mondo, di tutto. Questo mi ha spinto a liberare libri ed a sperare di incontrarne altri.
Buona caccia …
Paolo

Per info in italiano: www.bookcrossing-italy.com

Il sito originale: www.bookcrossing.com

Il BookCrossing anche noto come BC, giralibri, liberalibri, Libri liberi, Libri in libertà, consiste nella pratica di una serie di iniziative collaborative volontarie, e completamente gratuite, di cui alcune anche organizzate a livello mondiale, che legano la passione per la lettura e per i libri alla passione per la condivisione delle risorse e dei saperi. L’idea di base è di rilasciare libri nell’ambiente naturale compreso quello urbano, o “into the wild”, ovvero dovunque una persona preferisca, affinché possano essere ritrovati e quindi letti da altre persone.

L’uso di questo termine è divenuto così diffuso da meritare, dal 2004, una voce nel Concise Oxford English Dictionary: « bookcrossing:n. the practice of leaving a book in a public place to be picked up and read by others, who then do likewise. »

Lo Spirito dell’iniziativa: Rilasciare un libro è come l’inizio di un’avventura per i proprietari dei libri, per i libri e per i loro nuovi lettori. L’iniziativa di abbandonare scritti per condividerne il contenuto è piuttosto antica, e forse possiamo individuare nel filosofo greco Teofrasto la prima iniziativa di liberare in mare alcuni testi chiusi in bottiglia, così come possiamo ravvisare nel Progetto Gutenberg una moderna visione digitale di condivisione. Molte altre sono state in passato le iniziative di abbandonare gratuitamente libri, ad esempio perché potesse fruirne chi per problemi economici o fisici avrebbe potuto trarne giovamento, e qui possiamo citare “Nati per Leggere” dove a Boston nei primi anni ’90, nell’ospedale locale alcuni pediatri ebbero l’idea di mettere dei libri nella sala d’aspetto. Col tempo i libri sparirono, e resisi conto dell’utilità di quel furto, l’iniziativa venne istituzionalizzata. I due progetti americani relativi a libri per bambini più importanti si chiamano proprio Born to read e Reach out and read.

In ogni caso il nome con cui attualmente questo genere di iniziative è più conosciuta si rifà ad un dominio web, che venne ufficialmente registrato nel 2001.

L’iniziativa prende il nome dalla giustapposizione dei termini Book e Crossing, che letteralmente vogliono dire “incrociare un libro”, ma che in senso più lato sta ad indicare l’intersezione tra le vite di chi legge i libri, che appunto si toccano, seppur solo virtualmente, tramite un volume. In seguito, il neologismo divenne una parola vera e propria del vocabolario inglese.

Il meccanismo del Bookcrossing ruota intorno all’esistenza di un sito web attraverso il quale è possibile dotare i volumi di un codice identificativo unico (BCID – Bookcrossing ID) che permetterà di seguire i loro spostamenti a livello mondiale, sempre che venga utilizzato il sito web ad ogni passaggio. Precedentemente esistevano iniziative simili, traccianti ad esempio il numero seriale delle banconote USA, o relativi al rilascio di fotocamere usa e getta, così come esistevano iniziative poco più che individuali di abbandono di libri per permetterne ad altri la lettura. L’idea consistette nell’unire le due cose.

Se qualcuno decide di rilasciare un libro attraverso BookCrossing, questo deve essere registrato per ottenere un BCID, ovvero il codice identificativo di cui sopra, in modo da potere seguire il volume durante i suoi spostamenti. Chi trova il libro è invitato, mediante etichette allegate a quest’ultimo, a segnalare il ritrovamento sul sito e a rilasciarlo a sua volta, per dare la sua stessa opportunità ad altre persone. Pur essendo consigliabile leggere un libro ritrovato, quest’azione non è obbligatoria: essenziale è dare la possibilità al libro di incontrare nuovi lettori, e in questo senso vige la massima libertà. Il saltare la segnalazione, ad esempio perché non si ha accesso alla rete, non implica comunque che il libro non possa ripartire per il suo viaggio.

La registrazione al sito web e ogni altra operazione legata al BookCrossing sono gratuite: eventuali donazioni volontarie sono utilizzate per coprire i costi di manutenzione e di esercizio. Da qualche tempo il sito si finanzia in parte attraverso l’adozione di banner, comunque mirati. Gli utenti che finanziano volontariamente il sito ricevono in cambio una quantità di pubblicità minore, che però è sempre presente.

L’origine: L’idea si deve a Ron Hornbaker, ed a sua moglie Kaori che la concepìrono nel marzo 2001, ispirandosi ad altri sistemi di tracciamento in rete. Il sito web divenne accessibile circa un mese dopo, il 17 aprile 2001. Allo stato attuale (aprile 2008) il sito conta oltre 659 000 membri e oltre 4 660 000 libri registrati. In Italia conta oltre 20 300 iscritti, distribuiti sul territorio nazionale tra città e provincia. Dalle analisi in rete le comunità urbane più numerose, a partire dalla nascita del sito americano, risultano essere nell’ordine Milano, Roma, Torino, Genova, Napoli e Padova. Tuttavia, l’abbandono dell’iniziativa da parte di iscritti di vecchia data rende questa analisi utile a conoscere un dato a valore unicamente progressivo.

Rilasciare un libro: Il libro deve essere registrato sul sito web: con la registrazione, che si effettua inserendo i dati principali (autore, titolo ecc..), si ottiene infatti il BCID, il codice identificativo unico. Il BCID viene riportato sul libro stesso, unitamente ad altre informazioni finalizzate a far capire al futuro lettore l’iniziativa e le “regole del gioco”. Solitamente per fare ciò si utilizzano etichette adesive. Chi ha rilasciato il libro può seguirne il “viaggio” attraverso il sito web e leggere gli eventuali i commenti di chi lo ritrova, a condizione che quest’ultimo si colleghi al sito web per segnalare il ritrovamento.

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Questa voce è stata pubblicata il 14 ottobre 2008 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , .
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