di Gianni Biondillo
Tea – Pagg. 285 – € 9,00
Trama: «Tutto cominciò con quel cane sgozzato»: si apre in una torrida estate un lungo anno di omicidi per la polizia di Quarto Oggiaro, quartiere simbolo della periferia milanese.
Protagonista, suo malgrado, delle indagini è l’ispettore Ferraro, uomo senza qualità particolari se non, forse, il suo innocuo umorismo, che lo salva spesso da un’esistenza alquanto deprimente.
Attorno a lui, ruotano poliziotti surreali, imprenditori rampanti, spacciatori, contrabbandieri, snob vogliose, carabinieri gentiluomini, fruttivendoli filosofi, pendolari, sciure, extracomunitari: il popolo di una città.
Una Milano percorsa e raccontata dai cortili babelici delle periferie alle dimore borghesi del centro storico, una città troppo spesso odiata, cui Gianni Biondillo regala, con questo romanzo, un amaro, accorato atto d’amore.
Letto da: Paolo
Opinione personale: Questo è il primo libro con protagonista l’ispettore Ferraro, ma per una ragione che non posso spiegare, per non svelare la trama, io l’ho detto per secondo.
Si articola in quattro racconti, uno per stagione e francamente lo trovo un libro molto piacevole, storie plausibili, ambientate nella città in cui sono nato, in un quartiere nel quale non ho mai messo piede e con personaggi ai quali bisogna “prendere le misure”, ma che poi svelano i loro lati migliori.
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