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L’adesivo “Mamma a bordo”

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione

Ognuno di noi vede autovetture con l’adesivo “bimbo a bordo”, talvolta addirittura personalizzato con il nome del pupo.

Serve a poco, perchè l’automobilista prudente ed attento, lo è a prescindere dall’età del passeggero dell’auto che lo precede, così come il “pirata” se ne frega e basta.

Proprio stamattina ho visto un’auto con adesivo e bimbo regolarmente piazzato sul sedile posteriore con il seggiolino. Ottimo.

Peccato che la mamma girasse spesso la testa per parlare con il bimbo e che la vettura tendesse a spostarsi a destra e sinistra.

Altrettanto spesso vedo queste amorevoli mamme, così premurose, legare il bimbo al seggiolino e poi partire con il telefonino in mano o, persino peggio direi, chinarsi improvvisamente per cercare qualcosa nella borsa ed innescando una traiettoria a zig-zag.

Attenzione, non faccio certamente di tutta un’erba un fascio, so bene che per 1 mamma imprudente ce ne sono altre 9 realmente attente, tuttavia il problema esiste ed i numeri che riguardano le morti dei bimbi in auto, la dice lunga.

A questo proposito, leggo che l’Etsc ha calcolato che negli ultimi dieci anni nei 27 Paesi Ue sono morti d’incidente stradale 18.500 bambini.

E, delle 1.200 vittime registrate nel 2007, più del 10% (130) sono “nostre”, italiane.

Il peso percentuale dell’Italia è aumentato, perché molti altri Paesi migliorano più di noi anche sul fronte della sicurezza dei bambini.

Sulle strade si vede di tutto, il bambino, anche molto piccolo, in braccio alla mamma sul sedile anteriore è purtroppo abituale, checchè se ne dica, e trovo sia un comportamento criminale; i bambini seduti dietro, ma senza cinture e/o seggiolino, che poi magari si mettono in piedi tra i due sedili posteriori, senza che un genitore faccia il suo “lavoro” ovvero educare e vigilare.

Fino ad arrivare al caso limite, visto con i miei occhi, delle due mamme in giro con la Smart e due bambini, sugli otto anni, accovacciati nel baule.

A prescindere che avendo la Smart posso testimoniare che il motore posteriore scalda parecchio il pianale del baule (mi ha liquefatto dei cioccolatini), non è sufficiente dire cose del tipo “dovevo fare pochi metri”, perchè in caso di tamponamento quei due bambini non avrebbero avuto una possibilità di cavarsela.

Senza contare che la Smart in questione ha fatto almeno 6 o 7 km. su una statale trafficata prima di fermarsi in un vivaio. (Vien anche da pensare dove sarebbero stati messi eventuali acquisti, visto che nel bagagliaio c’erano due bambini).

Il vero favore all’automobilista che seguiva, in questo caso, sarebbe stato l’adesivo “Mamma a bordo”, così, tanto per regolarsi.

Scrive Siegfried Stohr sul mensile Auto:

Quando ero piccolo e mi trovavo in auto con mio padre alla guida, passavo il tempo in religioso silenzio ad osservarne i movimenti ed a seguire le dinamiche del traffico e della strada. Oggi i figli in auto fanno altre cose, ma almeno si spera stiano tranquilli.

Ne sa qualcosa una signora che vicino a Tavullia (il paese di Valentino Rossi), ha cappottato la sua auto strappandone pure una ruota.

I testimoni dicono che procedeva contromano, poi ha sterzato di brutto sbattendo in velocità contro un muretto che le ha fatto da rampa. Pare che si fosse girata indietro, perche’ stava litigando con il figlioletto.

Quando i bambini sono stati educati male, non sai mai cosa ti aspetta. Intanto leghiamoli.

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8 commenti su “L’adesivo “Mamma a bordo”

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