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Parliamo di cose semplici

Articolo in aggiornamento continuo…

Parliamo di automobilisti, di comportamenti e di cose semplici. Sempre più spesso leggo di automobilisti che alzano gli scudi, inneggiando alla libertà personale, al libero arbitrio, quando si chiede semplicemente il rispetto di regole, norme  e comportamenti che servono a gestire al meglio il traffico, la viabilità, pensando anche alla sicurezza stradale e di conseguenza alla tutela di ognuno di noi.

Dal mio punto di vista invocherei la libertà pensando ad altre vicende, ove vi sono reali limitazioni personali, anche perchè non sento il peso insopportabile che subiscono molti nel rispettare i limiti di velocità (sono esclusi quelli artificiosi, imposti per fare cassa e non per tutelare i cittadini).

Ma oggi vorrei parlare di cose semplici.

Cominciamo dal tagliando dell’assicurazione che deve essere esposto sul parabrezza, come previsto dalla legge.

(Vedi: Art. 181. Esposizioni dei contrassegni per la circolazione – 1. E’ fatto obbligo di esporre sugli autoveicoli e motoveicoli, esclusi i motocicli, nella parte anteriore o sul vetro parabrezza, il  contrassegno relativo all’assicurazione obbligatoria.)

Non è difficile esporre il tagliando sul parabrezza ed in ogni caso non limita la nostra libertà personale, eppure vedo spesso auto che circolano con il tagliando applicato sui finestrini laterali posteriori. Cosa questa che li rende passibili di una sanzione. Mi è capitato di far notare a mia nipote che è passibile di multa per questa cosa, mi ha risposto che lo sa, che dovrebbe spostarlo, ma il tagliando sono anni che resta aggrappato al finestrino posteriore.

(Vedi: 3. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e’ soggetto  alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 22 a euro 88 . Si applica la disposizione del comma 8 dell’art. 180.)

Parliamo di cose semplici da fare.

Mi chiedo perchè sia impossibile rispettare una norma e, quando si sa di essere in torto, non si provveda a sistemare la cosa. Per la stessa ragione non mi spiego due cose: 1) la ragione per cui uno decide di mettere il tagliando nella posizione sbagliata e 2) perchè nessun vigile provveda mai a sanzionare il comportamento o, perlomeno, a segnalarlo al conducente.

Non ne faccio una questione di puro principio, per quanto…, ma le piccole infrazioni di oggi, peraltro impunite, sono le fondamenta per le infrazioni più gravi di domani. Abbinando ignoranza (delle norme, dei comportamenti) al lassismo di chi dovrebbe vigilare e controllare, difficilmente avremo come risultato un cittadino con senso civico, ma si diffonderà un senso di immunità e/o impunità che sulla distanza farà solo danni.

°°°°

Parliamo di cose semplici.

Del Telepass. Una piccola scatoletta grigia che ci viene consegnata con delle istruzioni molto semplici. Due i punti fondamentali. Applicarlo sul parabrezza in una posizione specifica, in modo che funzioni al meglio ed entrare nella corsia del casello a bassa velocità, sui 30 kmh. Per quest’ultimo punto, sappiamo che il limite basso è stato indicato probabilmente contando sul fatto che quasi nessun italiano lo avrebbe rispettato (ci mancherebbe!!) per cui il Telepass funziona anche a velocità sui 40-50 kmh, rammentando però che arrivando troppo forte, potrebbe essere un problema se la sbarra non si alzasse o se, peggio ancora, l’auto davanti a noi si dovesse fermare per un malfunzionamento del Telepass.

Parliamo di cose semplici, no?

Allora mi chiedo perchè vi siano auto che hanno il Telepass posizionato ovunque (incluso il cassetto portaoggetti!), tranne che nella posizione prevista. E’ difficile o faticoso posizionarlo come si deve? No ed allora perchè non farlo? Perchè correre il rischio che la sbarra non si alzi a causa della difficile lettura del segnale? Non si vanifica l’uso stesso dell’apparecchio che serve appunto  a transitare senza fermarsi?

Già che parliamo di cose semplici mi chiedo un paio di cose in merito ai caselli Telepass. Ho chiesto lumi anche alla Società, ma ho ricevuto la classica risposta “Gentile utente, la Società la ringrazia, blablabla, e lavora da sempre per il miglioramento…blablabla”. Vabbè, lasciamo perdere. Quindi ecco i miei questiti.

1) Considerando che, a prescindere dal buon funzionamento o meno della scatoletta, una telecamera mi fotografa in ingresso ed in uscita dal casello, la sbarra a che serve? Se per un motivo qualsiasi non scatta il pagamento, in ogni caso mi identificate, per cui, togliete la sbarra ed evitiamo qualche problema.

2) Partendo dal presupposto che il Telepass serve a far scorrere velocemente le auto al casello, che tutte le uscite dispongono di almeno 2-3 porte, non riesco veramente a capire la logica nel fare caselli con l’indicazione “Telepass e Biglietto“. Non credo ci voglia un Quoziente Intellettivo da premio Nobel, per capire che le due cose sono discordanti e causano ritardi e rischi. L’automobilista con il Telepass, per l’uso del quale paga un piccolo canone, è soggetto a restare fermo in attesa che gli altri automobilisti prendano il biglietto e, partendo dal presupposto che è abituato a transitare senza fermarsi, può anche non aspettarsi che l’auto davanti a lui si fermi per il biglietto. Il Telepass deve essere una corsia a sè, privilegiata, perchè questa è la sua funzione. Privilegio che peraltro paghiamo.

°°°

Parliamo di cose semplici.

E’ quasi surreale vedere queste auto con la grossa P sul lunotto che circolano per le strade e verificare poi quante infrazioni, sia veniali, sia potenzialmente pericolose, siano commesse da questi Principianti. Vien da chiedersi Chi ti ha dato la patente?, ma non per attaccare il malcapitato principiante che ovviamente deve farsi le ossa, ma la persona che era deputata ad insegnargli i comportamenti da tenere sulle strade.

Quando si parte da zero, che si sia alle elementari per imparare a leggere/scrivere, oppure in altri comportamenti, dove è l’insegnamento dell’adulto, dell’insegnante, della famiglia, a fare la differenza, va da sè che se mi viene insegnato bene, io imparo bene, tanto più se per fare un passo avanti è necessario superare un esame.

Questa mattina una vecchia Citroen, con la sua bella P, parte improvvisamente, staccandosi dal marciapiede, senza l’uso della freccia e, tanto per non sbagliare sia la conducente che la passeggera, non indossavano le cinture.

E’ semplice allungare il dito per mettere la freccia e segnalare le tue intenzioni. Non tutti possono essere lì pronti a cederti il passo, che peraltro non ti spetta, potresti avere un incidente, il ragionamento da fare è semplice. Perchè non riesci a farlo?

Hai l’auto con la P, sei un principiante, procedi a bassa velocità, persino troppo bassa, ma è giusto così, sei insicuro, meglio essere prudenti. Tuttavia mi chiedo dove sia finita la tua prudenza quando passi tranquillamente con il semaforo rosso, senza accelerare, alla tua velocità, alla quale noi tutti dobbiamo adattarci. Eppure fermarsi quando il semaforo è rosso è semplice e dovrebbero avertelo insegnato, ma forse non è così facile da capire. Sperando che in caso di incidente sia tu a rimetterci e non l’incolpevole che è passato con il verde.

Sarebbe così semplice vivere in armonia con il mondo ed invece no…

6 commenti su “Parliamo di cose semplici

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  5. ele
    5 giugno 2009

    sul telepass e sulla P non mi esprimo perchè non ho esperienze contrarie su cui basarmi e quindi sono sostanzialmente d’accordo con te…
    sull’esposizione del tagliando dell’assicurazione sono sostanzialmente d’accordo, perchè attaccato dietro allo specchietto retrovisore non limita la visuale…
    però ti porto l’esempio di Siena (ho più volte fatto presente questa cosa ma pare che ancora non ci sia modo di fare diversamente): il permesso di transito e sosta di noi residenti in centro storico dove è la ztl (per il quale paghiamo 26 euro al mese !!!) è un “lenzuolo” di cartoncino con applicato un codice e sul quale noi dobbiamo ogni mese attaccare il bollino (tipo francobollo) che acquistiamo per la sosta (se vogliamo solo il transito e non la sosta, non spendiamo nulla: in pratica ti danno la possibilità di portare la spesa, per esempio, o le persone che non possono camminare o qualsiasi altra cosa… fino alla tua abitazione gratuitamente, e poi magari posteggiare nei posteggi scambiatori con i mezzi pubbllici e rintrare in centro con quelli, mentre se vuoi anche sostare perchè non hai garage, paghi il bollino)…
    ecco, tutta questa premessa per dire che OBBLIGATORIAMENTE il permesso deve essere attaccato sul cruscotto anteriore. Ma siccome è di cartoncino bianco, e grande, riflette sul vetro e limita veramente la visuale…
    proprio per fare le cose semplici: quando si detta una norma, non la si potrebbe valutare sotto tutti gli aspetti per non creare disagi ai cittadini che comunque vorrebbero rispettare le norme?
    Io credo che in questo caso specifico, ma anche per l’assicurazione, se è attaccato ad un finestrino laterale non crea nessuna differenze e sopratutto non crea disagio nella visuale rendendo più sicura la guida di tutti…
    non credi?
    come sempre a mio avviso in medio stat virtus !!!

    • paoblog
      5 giugno 2009

      Bè per quanto riguarda l’assicurazione (e forse anche per il permesso) ritengo che avendolo sul parabrezza, per un vigile sia sufficiente un “colpo d’occhio”, anche a macchina in movimento, per vedere se c’è o meno, senza dover obbligatoriamente fermare il veicolo. Poi, in caso di auto ferma sulla carreggiata, va da sè che se il vigile deve scendere sulla sede stradale epr andare a leggere il tagliando, lo si pone in una situazione di pericolo.
      Per quanto riguarda il ragionamento generale, circa il facilitare il cittadino a rispettare le regole, ecc, non fa una grinza. Ma se già 40 anni fa mio padre citava l’UCCS (Ufficio Complicazione Cose Semplici), quando incappava in assurdi intoppi burosratici, la ragione c’è… 🙂

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