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Più pubblicità in tv, anche per i bambini

Su proposta del viceministro Paolo Romani il Governo ha aumentato la pubblicità nelle fasce orarie destinate ai programmi per bambini e previsto la possibilità di avere un totale di interruzioni pubblicitarie (tra spot e telepromozioni) del 20% l’ora per le tv commerciali in chiaro. Consentito anche l’inserimento di marchi e prodotti nelle serie televisive. Provvedimentio particolarmente dannosa per i telespettatori con particolare riguardo ai bambini.

La nostra battaglia contro la “pubblicità che ingrassa”
Lo scorso marzo avevamo consegnato al sottosegretario Martini le 6500 firme raccolte con la petizione sul nostro sito sul tema obesità infantile. La petizione aveva lo scopo di appoggiare il codice di Consumers International inteso a delimitare le forme invadenti di pubblicità di alimenti “poco sani” rivolte ai bambini. I rappresentanti del Governo si erano apparentemente dimostrati molto sensibili al tema e avevano ribadito pieno appoggio nel promuovere l’adozione del Codice in sede OMS.

Consumatori esclusi
Il 27 ottobre 2009 abbiamo appreso da un comunicato stampa del ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali che il sottosegretario Martini ha istituito un tavolo di lavoro per la definizione di un codice etico per la commercializzazione di alimenti per l’infanzia. Al tavolo vengono chiamati alcuni rappresentanti del governo e ” i soggetti interessati”. Escluse le associazioni di consumatori, fra cui Altroconsumo, evidentemente non considerati “soggetti interessati”.

In seguito si è saputo che il sottosegretario Martini è intervenuta alla presentazione del codice deontologico AIIPA (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari) per i prodotti per l’infanzia. Abbiamo chiesto più volte copia del codice, senza ricevere nulla.

Pericoli per i giovani telespettatori
E ora ecco la proposta di Romani di aumentare i tetti di pubblicità nelle fasce orarie destinate ai bambini. Troviamo il comportamento del nostro Governo in questo contesto incoerente. Incoerente con la piattaforma Guadagnare salute (che ha come obiettivi principali prevenire e cambiare i comportamenti nocivi che costituiscono i principali fattori di rischio per le malattie non trasmissibili più comuni) cui abbiamo aderito con entusiasmo e impegno; incoerente con quanto affermato da tutte le comunità scientifiche; incoerente con affermazioni più volte fatte dallo stesso ministero della salute.

Altroconsumo chiede urgentemente un cambio di rotta, una politica maggiormente responsabile e realmente attenta in primis alla salute dei bambini, un atteggiamento super partes, serio e scientifico.

Nel frattempo noi continueremo a vigilare e a denunciare tutti quei provvedimenti che vanno contro l’interesse dei cittadini con particolare attenzione alla salute dei più piccoli.

Fonte: www.altroconsumo.it

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