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Il funerale della grammatica: L’avvertimento

5 commenti su “Il funerale della grammatica: L’avvertimento

  1. Spugna
    14 aprile 2010

    Caro Francesco, hai proprio ragione, ma è agghiacciante!!!!!!

  2. Francesco
    14 aprile 2010

    Quel “a d’agio” farebbe supporre, anche, ancora un favoloso esempio di filosofia della lentezza e della comodità tutta napoletana: s’ha da fa’ ‘na cosa? E vabbe’, si pruprio la dobbiamo fa e non potimm farne a meno, facimula co’ calma, senza fatica alcuna! S’ha da entra’? e facimulo a d’agio… Ovvero: senza fatica, quando siamo pronti, senza fretta e, quindi: a nostro agio che diventa “a d’agio”. A d’agio di chi proprio è costretto a fare una cosa. Un errore che nasconde una filosofia per mezzo di un mirabile lapsus freudiano…

  3. Francesco
    14 aprile 2010

    Epperò: mirabile musicalità di quella approssimativa grammatica tutta partenopea!
    Quel “Stanno i bambini”, tipica concisione napoletana, risulta bellissima e divertentissima prerogativa della “sfaticataggine” tipicamente napoletana che quasi impone di tagliar dove non è e non sarebbe il caso, con mirabili mancanze e frasi monche, salvo poi dilungarsi in modo barocco assai laddove non ce n’è e non ce ne sarebbe davvero bisogno…

  4. Paoblog
    14 aprile 2010

    Senza fare nomi ti dirò che fra noi c’è uno che (non per sbaglio ma per convinzione) per anni ha detto abitualmente Termus anzichè Termos oppure Lievita anzichè Levita…

    Rispetto all’errore nella foto, è poca cosa, ma la dice lunga… e ricordiamoci di Salvo Sottile che al TG5 disse: “il rapinatore in banca ha uscito fuori la pistola…”

  5. Spugna
    14 aprile 2010

    ma dai…. ma sono veri?

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 14 aprile 2010 da in Consumatori & Utenti con tag .
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