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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Il settimo sigillo

di Rodriques Dos Santos Josè –

Ediz. Cavallo di ferro – Pagg. 414 – € 19,50

Trama: Uno scienziato viene ucciso in Antartide e l’Interpol contatta Tomás Noronha per decifrare un enigma millenario, un segreto biblico che l’assassino ha scarabocchiato su un foglio e ha lasciato accanto al cadavere: 666. Il mistero che avvolge questo numero obbligherà Tomás, il famoso investigatore dei romanzi “Il Codice 632” e “Einstein e la formula di Dio”, a viaggiare dal Portogallo alla Siberia, dall’Antartide all’Australia, in una nuova avventura mozzafiato, in una ricerca che lo porterà a confrontarsi con il momento più temuto dall’umanità: l’Apocalisse.

Basato su informazioni scientifiche vere e attuali, questo romanzo affronta i grandi temi contemporanei, come la crisi del petrolio, l’ecologia, il surriscaldamento globale e gli interessi politici ed economici che minacciano il futuro del nostro pianeta. Un thriller che rapisce il lettore dall’inizio alla fine, un romanzo denso di intrighi e complotti internazionali basato su tragiche realtà che ci vedono tutti coinvolti.

Letto da: Paolo

Opinione: Recensire questo libro è un problema per me, infatti trovo giusto il proposito di far emergere il problema del riscaldamento globale, con annessi e connessi, però questo libro è veramente brutto.

Non sono abituato a smettere la lettura di un libro che non mi piace, ma le ultime 50-60 pagine le ho lette velocemente, a pezzi, per arrivare alla fine che, coerentemente con il resto del libro, non è niente di che.

Purtroppo, oltre ad una serie di punti negativi che scrivo successivamente, il libro di fatto non sta in piedi. Non è un saggio di ecologia, non è un thriller. La storia è piatta, un paio di vicende movimentate, che non causano un fremito, in realtà, in quanto prevedibili in maniera imbarazzante.

Ci sono due situazioni, nello specifico, che non citerò per non rovinare l’eventuale lettura che francamente mi hanno fatto cadere la braccia…; una, la più importante, l’ho percepita a metà libro, ed ho sperato fino in fondo che l’autore non fosse così ingenuo e prevedibile, ma non è andata così. L’altra era di fatto ipotizzabile, io perlomeno l’avevo intuita da molte pagine prima, come farebbe qualsiasi lettore appassionato di thriller.

Il personaggio principale non è credibile, dal mio punto di vista, infatti per essere uno storico, un letterato, lo trovo alquanto ingenuo ed ignorante (nel senso che ignora) circa quello che accade nel mondo, i collegamenti tra ciò che accade (e per uno storico è un bel limite), sugli schemi che governano il mondo, gli intrecci fra politica ed interessi personali.

Non ho trovato piacevole la lettura, anzi al contrario spesso è stata noiosa; l’autore ha sicuramente tentato un’opera di divulgazione, ma ha un approccio troppo scolastico per coloro che sono coscienti del riscaldamento globale e dei suoi effetti; per contro, per scettici, ottusi e menefreghisti risulterà catastrofico e pessimistico, rendendo inutile la sua lettura.

Scadente anche la scrittura. Ad esempio, quando Tomas incontra Filipe, quest’ultimo si rivolge a lui chiamandolo Casanova, il suo nomignolo ai tempi della scuola, il che ci sta. Però trovo che i suoi discorsi seguenti sarebbero stati più credibili se lo avesse chiamato anche per nome e non sempre con questo scherzoso Casanova qui e là, sicuramente fuori luogo visto il contesto piuttosto drammatico del suo racconto.

Altrettanto fastidioso l’uso (ma forse qui la colpa ricade sul traduttore) di lasciare alcune esclamazioni nella lingua originale, che sia russo, inglese o portoghese, poco importa; resta il fatto che non tutti siamo poliglotti e ci possono essere persone alle quali, di fatto, manca un pezzo di frase.

Capita in alcuni libri di scrittori americani di leggere la frase in italiano, corredata di * ed in calce alla pagina trovare la didascalia: scritta in italiano dall’autore.

Tra l’altro è poco credibile che una persona che si nasconde (a ragione) dal mondo intero, si mostri ad un vecchio compagno si scuola, dopo 20 anni che non lo vede e senza sapere chi sia diventato, che lavoro faccia, ecc.

Con 300 pagine di meno poteva essere un saggio sul riscaldamento globale, sicuramente utile ed interessante. Così com’è, solo un autogol nella partita che ci vede impegnati a far capire il reale probelma causato dal riscaldamento globale ed ai suoi effetti sul pianeta che ci ospita.

Problemi molto più vicini di quel che si pensi. Basta vedere la situazione del permafrost in Siberia.

Vedi: https://paoblog.wordpress.com/2010/03/16/la-cina-punta-sul-%e2%80%98ghiaccio-combustibile%e2%80%99-un-rischio-per-il-clima/

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Questa voce è stata pubblicata il 24 aprile 2010 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , , .
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