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La cfs/me mi ha tolto tutto.

A cura di Tiziana Scotti

La cfs/me mi ha tolto tutto : la quotidianità, il futuro e la dignità!

Sinceramente non mi interessa piu’di cercare a tutti i costi di essere creduta, penso sopratutto nel mio piccolo a cercare di far conoscere questa malattia in tutti i modi possibili: tramite il computer quando posso e comunicando con i medici che conosco.

Vorrei far comprendere alle persone che la cfs/me non e’ una malattia mentale, che  non siamo pigri o depressi,che la soluzione di tutto non e’ nella nostra testa, vorrei dare un messaggio a tutte le persone che, magari si sentono male e sono giudicati dai medici sbagliati,che non sono pazzi ma che i loro disturbi hanno un nome e che questa malattia e’ diagnosticabile.

Per questo il mio sogno e’ quello di mandare uno spot di sensibilizzazione in tv, tipo quello americano, pensando a quante persone potrebbero riconoscersi e chiedere aiuto evitando tanto calvario!

Ma nello stesso tempo vorrei che lo Stato si svegliasse, che si rendessero conto a che punto puo’ arrivare questa malattia e che e’ impensabile che non venga riconosciuta ne studiata.

Mi sentirò in pace solo quando saprò  che il ministero della Salute avrà informato dell’esistenza della malattia ogni medico di ogni ospedale di Italia, che potrà  indirizzare il paziente nei centri piu’ adatti.

Mi auguro di riuscire a perdonare fino in fondo chi non mi ha creduto, anche se già l’ho fatto, mi auguro che si trovi una cura al piu’  presto, di riuscire a guarire e di poter riprendere in mano la mia vita, mi auguro di poter stare in prima linea nel aiutare chi e’ affetto da questa malattia e di aiutare a non vivere lo stesso calvario che ho vissuto io, mi auguro che un giorno possiamo essere aiutati dallo stato economicamente e psicologicamente, con la speranza di poter essere considerata  una cittadina non solo quando sto bene e lavoro, ma anche quando mi  ammalo di una malattia  rara  e invalidante come la cfs.

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Un commento su “La cfs/me mi ha tolto tutto.

  1. Marco
    7 maggio 2010

    Ciao Tiziana,

    anch’io sono un malato di CFS/ME e non posso fare altro che sottoscrivere in pieno tutto quello che hai scritto.

    Mi auguro che quanto prima la CFS/ME possa essere finalmente riconosciuta dallo Stato come malattia altamente invalidante e che i malati di questa patologia non abbiano più ad essere abbandonati a loro stessi, come invece, purtroppo, accade.

    Mi auguro che i malati di CFS non debbano più subire umiliazioni e non considerazione da parte della gente e dei medici perchè non considerati come veri malati di una malattia vera e invalidante quale realmente è la CFS.

    Mi auguro infine che possa nascere una nuova categoria di medici in Italia che studi veramente questa patologia, e che possa aiutare i tanti malati che ne sono affetti.

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Questa voce è stata pubblicata il 29 aprile 2010 da in Speciale > Sindrome stanchezza cronica (cfs) con tag , , , , , , .
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