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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Il bancomat è compatibile con un lavaggio in lavatrice?

Autore: Francesco

Non c’è proprio che dire: bancomat e carta di credito sono tra le invenzioni più comode della storia.

Volete mettere: evitare di far la fila presso gli sportelli della vostra agenzia di credito per prelevare moneta contante?

Non dover andar in giro con un portafogli gonfio di banconote di piccolo taglio come quello di un benzinaio?

Oppure con le tasche traboccanti di spiccioli, che con l’euro han riacquistato quella dignità da decenni persa nello svalutarsi della cara vecchia lira, tanto da render pesante ogni passo e tintinnante la camminata?

E poi: non rischiare di esser derubato per strada, poter fare acquisti a credito anche quando a fine mese il conto è in rosso…

Io trovo così comoda questa tecnologia che, provando fastidio estremo nel sentirmi le tasche pesanti e gonfie di qualsiasi oggetto, ho quasi abolito il portafogli: nella stagione calda, quando si può e si deve far a meno di giacche e giacconi, mi infilo bancomat e/o carta di credito nelle tasche dei jeans e me ne vo in giro leggero leggero, con solo le chiavi di casa o della macchina in mano con cui giocare camminando!

Ma c’è un’altra invenzione riguardo la cui importanza saremo tutti sicuramente d’accordo: la lavatrice. Insomma: chi fa più il bucato a mano?

Esisteranno ancora, nel Mondo occidentale, persino nei più sperduti paesini di campagna o del profondo Mezzogiorno, le lavandaie che su ceste in precario ma stabile equilibrio portano in testa i panni da lavare alle fonti, ai fiumi, ai lavatoi?

Certo, direte: è un elettrodomestico che consuma energia, contribuisce a emettere Co2 nell’atmosfera e inquina con tutto quello sperpero di detersivi, smacchiatori, ammorbidenti, anti-calcare…

Vero: ma, sicuramente, non vi si può rinunciare in nome della qualità di vita, comodità, tempo risparmiato; basta, insomma, utilizzarla con giudizio: a pieno carico per ridurne l’uso, a temperature basse, senza esagerare con i detersivi…

E poi: quanti amori saran nati, nel corso dei decenni, davanti a una lavatrice a gettoni ingannando noia e attesa senza dover passare il tempo in contemplazione del cestello che gira, gira, gira e centrifuga…

E quante spericolate contorsioni amorose avran visto, negli anni, le lavatrici quasi fossero cupìdi galeotti e ispiratrici di sesso sfrenato e creativo?

E io: avrei mai potuto conoscere Giorgia, la fatina più bella di Roma, se non esistessero le lavanderie industriali?

Letteratura rosa, nera, poliziesca ed erotica; cinematografia; graphic-novel; pittura, scultura, arte concettuale e moderne istallazioni visuali; video-clip e canzoni rock: arte e comunicazione, sotto ogni forma creativa, hanno continuamente attinto ispirazione dalle lavatrici e dalle tessere magnetiche che han sostituito la moneta contante, restituendoci queste invenzioni sotto forma di arte e intrattenimento.

Nessuno, però, si era mai spinto oltre quella soglia di sperimentale creatività tale da unire in una unica sinergia queste due fantastiche invenzioni, lavatrice e tessera bancomat, come ho fatto io domenica scorsa.

E, sì: perché da una forma di creativa distrazione, quasi una performance artistica, può scaturire un vero e proprio esperimento scientifico.

Prima che ci pensassi io, riponendo distrattamente sabato sera un paio di jeans nel cestello della lavatrice e azionandola ancora assonnato domenica mattina appena svegliato, nessuno ci aveva mai informato che una tessera bancomat e una carta di credito, riposte nella tasca posteriore di un paio di jeans, lavate e centrifugate a 60° in lavatrice non si smagnetizzano e funzionano ancora perfettamente.

5 commenti su “Il bancomat è compatibile con un lavaggio in lavatrice?

  1. Ubaldo Spuntì
    6 luglio 2010

    Apprezzabile post. La mia bipede è un’utilizzatrice folle del bancomat: coi contanti non riesce proprio a tenere il conto di quanto spende e di quanto rimane.

  2. Spugna
    6 luglio 2010

    Non sono d’accordo con te , caro Francesco sul discorso carta di credito. Forse tu sei sicuramente più bravo di me nel frenare i tuoi impulsi da shopping compulsivo, ma io ho dovuto riporre la famigerata carta, perchè la utilizzavo troppo ed in modo a volte sconsiderato. Invece se hai in tasca 20 euro, bè c’è poco da scialare 🙂
    Inoltre sono convinta che la carta inviti molto di più a spendere, anche se mon è del tutto possibile (vedi l’andare in rosso!!!!).
    Per me la carta di credito è la rovina dell’occidente e la tomba del risparmio…

    Per quanto riguarda la lavatrice, sarebbe impossibile farne a meno 🙂 Alla prossima e salutami la CAPITALE!!!!!

    • paoblog
      7 luglio 2010

      Io mi pongo a metà strada fra i vs. punti di vista. 😉 … Se hai la capacità di gestire la Carta di credito, allora si, è uno strumento perfetto…in caso contrario è solo il modo per essere perennemente in rosso.

      Mi conoscete e non vi stupirà sapere che io uso la Carta per il 98% delle mie spese mensili, dai 10 € in su…tra l’altro poteva il buon Pigno non avere anche una convenienza extra da questo comportamento? Infatti usando la Carta di Altroconsumo a fine anno (solare) mi restituiscono lo 0,2% delle spese effettuate.

      Percentuale che sembra irrisoria, ma se fate due conti, sulla base del totale delle vs. uscite mensili, moltiplicato per 12, scoprirete che con quello che restituiscono di fatto mi pago la quota annuale (ridotta), le spese di invio e/c e mi resta in mano ancora qualcosa… 😉

  3. Spugna
    7 luglio 2010

    in media stat virtus 🙂

    • Francesco
      7 luglio 2010

      E sì: riuscire a trovare il giusto equilibrio è sempre la miglior posizione!
      In realtà io per tanti versi la vedo come Spugna: la carta rischia di diventare un rischio, a meno che non si riesca a dominare gli impulsi compulsivi.
      Qualche volta mi è capitato di caderci, ma sempre senza esagerare e comunque traendone soddisfazione psicologica e senza quasi mai pentirmene.
      Normalmente, però, riesco a trattenere qualsiasi tentazione; più che altro avere la carta appresso rappresenta, per me, unicamente un senso di sicurezza: dovessi averne bisogno, so che c’è!
      E, infatti, quando mi sono reso conto di aver lavato e centrifugato sia bancomat che carta mi ha preso lo sconforto; durato finché non ho verificato il loro funzionamento. Il timore che chissà quanti giorni avrei dovuto aspettare prima di averne un duplicato mi ha fatto parecchio arrabbiare con me stesso!

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