di Massimo Cassani
Ediz. Sironi – Pagg. 299 – € 16,00
Sandro Micuzzi, commissario della questura di Milano, riceve una telefonata anonima: «Se vieni a mezzanotte al ponte dell’Ortica, ti dirò tutto sul serial killer dei travestiti». Micuzzi si presenta all’appuntamento. Un tossico gli punta addosso una pistola, spara e scappa. Il commissario risponde al fuoco e lo uccide. Lo scandalo è inevitabile, i giornali attaccano la “polizia violenta”.
Ma cos’è successo in realtà? Davvero quel ragazzo aveva delle informazioni? Chi aveva interesse a togliere di mezzo Micuzzi?
Al centro dell’intricata vicenda, il commissario Sandro Micuzzi. Fumatore di toscanelli, bevitore di grappa Nardini, disordinato cronico e smemorato, piantato dalla moglie e attratto da donne pericolose, né eroe né antieroe, ma capace di intuizioni inaccessibili alle menti lucide e razionali.
Letto da: Paolo
Opinione: E’ il 5° libro che riesco a leggere in questo mese di vacanze, l’ultimo prima di essere costretto a ritagliarmi del tempo extra per riuscire a leggere, tuttavia l’ho letto in 3-4 giorni; non in una notte come indicato sulla Ricetta copiata in calce, ma quasi.
Di sicuro c’è il fatto che ieri sera, quando l’ho preso in mano ero a metà libro ed arrivato a mezzanotte, con gli occhi arrossati e la palpebra calante, ho capito che non sarei riuscito a terminarlo.
In compenso mi sono svegliato questa notte e per una buona mezz’ora mi sono trovato a pensare all’indagine in corso. Questo per farvi capire quanto mi abbia preso questo giallo.
Una piccola critica verso la risoluzione del caso del killer dei travestiti; credibile l’intera storia, se non fosse che una volta preso il colpevole, la cosa è morta lì. Avrei gradito un minimo di approfondimento, così come è stato con la vicenda legata allo scrittore scomparso, indagine che inizialmente sembra quasi marginale e che invece è il vero cuore del libro.
Micuzzi. Burbero, ma simpatico, leale con gli amici, in perenne lotta con il Questore, divorziato e con un rapporto complicato con le donne in genere e con la sua ex-moglie in particolare. Mi sono trovato a pensare che il Commissario, l’ennesimo, sia alla fine uguale a tanti altri.
Chissà come mai, forse perchè i lettori si identificano meglio in un personaggio preso a schiaffi dalla vita e, talvolta, persino da se stesso?
Talvolta scrivo l’incipit del libro, ma in questo caso faccio l’esatto contrario ovvero copio le righe finali del libro che ritengono riescano a sintetizzare con poche parole il personaggio del Commissario: Micuzzi si sentiva esausto. Risalire la corrente lo stancava oltre ogni ragionevolezza, la vita del salmone non faceva per lui. Incazzato o no che fosse.
P.S. In genere pubblico solo l’immagine della copertina, ma in questo caso copio anche quanto riportato sul retro del libro, perchè riassume in breve il succo del libro.
Romanzo giallo alla milanese
Ingredienti:
1 città disincantata e senza nebbia
1 commissario contro corrente e affascinante a sua insaputa
1 sparatoria sul ponte dell’Ortica
1 cadavere nel Naviglio
2 donne pericolose
collaboratori fidati q.b.
grappa Nardini e toscanelli a volontà
Tempo di lettura: 1 notte
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Non è che me la cavi molto bene tra i fornelli, però mi vien da pensare che, forse, per essere un perfetto giallo alla milanese tra gli ingredienti occorreva inserire un po’ di zafferano…