A metà dicembre l’Autorità garante per la concorrenza e il mercato (Antitrust) ha condannato la pubblicità di Pastariso Scotti arricchita con betaglucani, in cui si diceva che aiutava a ridurre il colesterolo. Dopo la sentenza molti addetti ai lavori hanno sollevato la questione domandandosi se è vero o falso che i betaglucani contenuti in alcuni alimenti possono aiutare a tenere il colesterolo sotto controllo.
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), in una prima valutazione scientifica che risale al mese di ottobre 2009, ha affermato che:
– è scientificamente dimostrato che “il regolare consumo di betaglucani contribuisce a mantenere le normali concentrazioni di colesterolo nel sangue”
– tale indicazione può venire utilizzata “in relazione ad alimenti che forniscano almeno 3 grammi al giorno di betaglucani, siano essi derivati da avena, fiocchi di avena, orzo, fiocchi di orzo, o misture di betaglucani non trasformati o minimamente trasformati, in una o più porzioni”. (1)
A dicembre 2010 l‘Efsa ha pubblicato un nuovo dossier sui betaglucani basandosi su 22 studi scientifici. Il nuovo documento ha validato la fondatezza scientifica dell’indicazione “i betaglucani aiutano a ridurre il colesterolo nel sangue.
La riduzione del colesterolo nel sangue può effettivamente diminuire i rischi di malattie cardiovascolari”. Anche in questo caso l’Efsa si è riferita a un apporto giornaliero di almeno 3 g di betaglucani, precisando che…
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