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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Non esiste più la serietà

La crisi non molla la presa, anche se ultimamente il lavoro si è mosso, soprattutto grazie all’estero, siamo in cassa integrazione da un mesetto (e l’Inps, tanto per chiarire, a 5 mesi dal termine del precedente periodo non ha ancora fatto la sua parte), ed il pesante calo del fatturato degli ultimi due anni è stato compensato dall’aumento di tutto, dai costi dei materiali, a quelli dei trasporti, imposte e balzelli vari, affitti, dai costi della burocrazia e dalla sua inefficienza, ecc…

In queste ultime settimane qualcosa si muove, cominciano ad arrivare ordini, soprattutto dai clienti tedeschi, con i quali si lavora molto meglio perchè pagano 😉 … una bella situazione se non fosse che la maggior parte dei fornitori di materia prima sono dei BUFFONI.

Non ha importanza che siano aziende certificate, la qualità non la fa un bollino stampato sulla carta intestata, neanche se ottenuto pagando il relativo percorso formativo per ottenere la certificazione.

Non ha importanza che chiedi in sede d’offerta una consegna certa, non ha importanza che te la scrivano, non ha importanza che ti mandino la Conferma d’ordine con indicata la data di consegna.

Non serve nulla, ritardano sistematicamente, sempre senza avvisare, impedendoti di modificare i programmi  e/o di avvisare il cliente finale.

Qualcuno dirà: cambia il fornitore. Fosse facile. Oggi ritardano X ed Y e domani si cambia, si ordina ad XX, magari pagando qualcosa in più, ma confidando su una maggiore serietà, ed invece no. La maggior parte delle trafilerie inox e dei fornitori di nastri/lamiere, sono inaffidabili.

(Qualche eccezione, fortunatamente c’è…ma sono poche)

Mi girerebbero notevolmente le palle se dovessi trovarmi a spasso perchè la crisi ha stretto troppo la morsa, ma avere il lavoro e trovarmi in grosse difficoltà per dei personaggi che non sanno cosa sia la SERIETA’ … bè, vi assicuro che fa veramente incazzare.

°°°

Mi piacerebbe provare a non pagare qualche fattura alla scadenza.

Scommetto che in quel caso si ricorderebbero il mio numero di telefono, 😉 cosa invece che non succede mai in occasione delle loro mancanze.

°°°

Oggi è avvenuto l’ultimo episodio che alla fine ha dato il via a questo post, che altro non è che uno sfogo condiviso.

In sede d’offerta ho chiesto chiaramente il tempo di consegna certo. La risposta: 10-15 giorni.

Al 15 aprile emetto l’ordine e va da sè che mi aspetto la consegna per fine mese.

Al 5 maggio invio un sollecito, rimasto senza risposta, e solo al terzo sollecito riesco ad avere una risposta: il materiale sarà pronto entro (notare la parola: Entro) mercoledì prossimo.

Ovvero per ieri.

Ieri pomeriggio, prima di staccare, mando una mail chiedendo la conferma della consegna. Il nulla, fino a che oggi ho sollecitato per la seconda e terza volta. E mi sento dire che il materiale sarà consegnato lunedì 16 ovvero con un ritardo di 15 giorni su una consegna pattuita di 15. …. 

Il doppio!

°°°

Chiariamo una cosa, chi lavora, tanto più nel settore Produzione, sa bene che gli intoppi esistono, e che gli effetti si sommano, causando problemi più grossi di quelli che avrebbero potuto essere. La legge di Murphy calza a pennello …

Tuttavia non è credibile che 10 ordini su 10 siano vittime di ritardi imprevisti.

Il problema è a monte ovvero nella gestione del lavoro, nella totale mancanza di serietà (appunto) e forse anche in una certa incapacità personale.

Ieri pomeriggio è passato di qua un commerciale di uno dei fornitori che recentemente mi sta facendo venire la gastrite. E’ uscito dopo 45 minuti di lamentele, a tratti urlate, un tot di insulti diretti non a lui come persona, ma come rappresentante dell’azienda per la quale lavora.

Di fatto risento ancor oggi dell‘abbassamento di voce che mi ha colpito dopo quei 45 minuti che sono serviti a sfogarmi, certo, ma finirà lì.

Il succo del discorso è che io ho ragione (ci mancherebbe), che perlomeno avrebbero dovuto avvisarmi e darmi aggiornamenti tempestivi, ecc…

Messo alle strette ha poi ammesso che gli ordini più piccoli sono continuamente spostati per dare la precedenza a quelli più sostanziosi.

Mi spiace, la serietà è un’altra cosa. Per noi il cliente da 100 € ha gli stessi diritti di quello da 10.000 €.

La correttezza non ha un limite di prezzo o di fatturato.

O sei una persona seria oppure non lo sei. Poi, sicuramente, per un cliente importante si può avere un occhio di riguardo (sempre che sia uno che paga…), ma niente di più.

Sono quasi 30 anni che andiamo da questo fornitore, non tiriamo mai sui prezzi, paghiamo sempre puntuale. Forse è questo il problema? Adeguandosi all’andazzo generale dove l’onestà non paga, perlomeno non sul breve priodo, forse dovremmo fare gli squali, cominciare a farci pregare per i pagamenti e via dicendo?

L’unico modo per sopravvivere nel mondo del lavoro è di essere dei BUFFONI fra i BUFFONI?

Sarà…. però non mi adeguo…


2 commenti su “Non esiste più la serietà

  1. Pingback: Il mondo del lavoro è pieno di buffoni… « Paoblog

  2. Pingback: La qualità (e la serietà) non te la dà un timbro sulla carta intestata « Paoblog

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