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Sicurezza alimentare: per gli inglesi le informazioni non sono molto attendibili…

In sintesi un articolo di Agnese Codignola per Il Fatto Alimentare

La stampa britannica quando parla di alimentazione punta sul sensazionalismo proprio come fa quando si occupa dei reali.

L’inseguimento della notizia a effetto è ciò che, secondo ricercatori del Kings College di Londra, orienta le scelte editoriali in questo ambito, almeno stando ai risultati di un’indagine compiuta su quanto viene pubblicato in una settimana scelta a caso.

Benjamin Cooper e i suoi colleghi hanno analizzato i dieci quotidiani più venduti, popolari e non  quindi hanno hanno vagliato tutto il materiale in base a due scale di affidabilità, ottenendo un risultato sconfortante: il 72% delle informazioni secondo il sistema WCRF, e il 68% secondo il SIGN sono caratterizzate da un livello di attendibilità “meno che convincente o probabile”.

Che ci sia bisogno di una sterzata lo confermano anche i dati di un’indagine condotta nel 2008 dalla UK’S Foods Standards Agency, sulla percezione del rischio alimentare da parte dei consumatori. Interrogati sulle fonti più attendibili in merito al rischio alimentare, i partecipanti hanno assegnato ai media il vertice della classifica, ponendoli tra il primo e il terzo posto.

Per ora i cittadini britannici credono a ciò che viene loro detto dai media in tema di rischio alimentare. Forse questa fiducia andrebbe capitalizzata in modo più responsabile.

Lettura integrale dell’articolo QUI

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Questa voce è stata pubblicata il 14 Maggio 2011 da in Leggo & Pubblico, Sicurezza alimentare con tag , , , , .