In sintesi un articolo di Francesca Avalle che leggo su Il Fatto Alimentare
Frit’Up è uno snack da preparare in soli 2’ e 30’’ nel microonde di casa. Non si tratta di patatine vere e proprie, ma di «bastoncini croccanti di purea di patate, prefritti e surgelati»: insomma, un impasto a base di patate tenuto insieme da un emulsionante.
Le particolarità del prodotto sono costituite dall’involucro e dalla modalità di preparazione, del tutto innovativi. Eliminato il rivestimento di plastica si trova una scatola di cartone che va direttamente nel microonde: l’involucro ha una struttura ad alveare: in ciascuna “celletta” c’è una patatina che, isolata dalle altre, cuoce in maniera perfettamente omogenea.
Ogni confezione è composta da due scatole in formato monoporzione: lo snack costa 2,09 euro che si può considerare un prezzo basso in funzione del servizio offerto.
Gli ingredienti: se la modalità di preparazione è innovativa, niente di nuovo si presenta invece a livello di contenuto.
Gli ingredienti sono troppi, oltre alle patate, all’olio vegetale e al sale troviamo i fiocchi di patate, il destrosio di frumento, l’emulsionante (E471) e l’aroma, quest’ultimo del tutto superfluo nelle preparazioni casalinghe. Le caratteristiche del prodotto lo rendono sì sfizioso, ma adatto esclusivamente a un consumo occasionale.
Da notare inoltre una differenza significativa tra gli ingredienti riportati sulla confezione in commercio e quelli indicati nel sito,dove non compare l’emulsionante. Questo fa presumere che ci sia stato un cambiamento della confezione e della formula eliminando l’additivo. Noi però abbiamo acquistato le patatine da Carrefour, ma l’emulsionante c’è ancora.
Giudizio negativo per le informazioni nutrizionali: sono poche e prive di indicazioni sui grassi saturi e sul contenuto di sodio: è poco rilevante sapere che con una porzione di Frit’up copre poco più del 10% del fabbisogno giornaliero calorico.
Tabelle nutrizionali del prodotto QUI
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