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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Costa di più spedire delle mail con allegato che 25milioni di pagine? Sarà…

Sbaglio o Tremonti sta decidendo dove tagliare costi inutili?

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in sintesi un articolo di Lorenzo Salvia che leggo sul Corriere

Il digital divide (si legge divaid, all’inglese) è quella barriera che separa chi usa il computer e chi no.

Ma nel nostro Paese il digital divide (si legge “divide”, all’italiana) anche due pezzi dello Stato, chi vorrebbe concorsi con e-mail e pdf e chi rimane fedele nei secoli alla carta.

Fogli fruscianti e inchiostro anche a costo di una montagna da 35 milioni di pagine. Fogli fruscianti e inchiostro perché per leggere le mail, nell’anno domini 2011, ci vuole più tempo.

La disputa riguarda i concorsi da professore universitario, un’operazione colossale con 180 commissioni, 900 «giudici» e una previsione di oltre 25 mila candidati.

La selezione servirà a entrare negli elenchi dell’abilitazione nazionale, il listone dal quale tutte le università potranno chiamare ordinari e associati per tutte le materie. Ci proveranno in tantissimi: gran parte dei ricercatori (e soltanto loro sono già 25 mila), professori associati che vogliono essere promossi a ordinari, più altri studiosi che lavorano fuori dagli atenei.

Ogni partecipante deve spedire alla commissione almeno 12 pubblicazioni, dall’articolo di tre pagine al libro di 500. Ogni testo andrebbe poi girato a ciascuno dei cinque commissari.

Per questo il ministero dell’Università aveva cercato la strada più semplice: una mail certificata e un pdf in allegato. Anche per limitare le spese che sarebbero a carico delle università, già da tempo a corto d’ossigeno.

Ma a dire no è arrivato il parere del Consiglio di Stato: “…. La trasmissione informatica può diventare troppo onerosa e richiedere tempi di confezionamento e lettura più lunghi» rispetto a quella «in formato cartaceo».

Il ministero ha provato a far valere le sue ragioni scrivendo al Consiglio di Stato: «La presentazione in formato cartaceo comporterebbe un notevole aggravio» con un costo aggiuntivo «quantificato in 8 milioni di euro».

Un tesoretto che se ne andrebbe tra fotocopie, acquisto di copie aggiuntive, spedizioni con raccomandata o corriere. E una somma che basterebbe per gli stipendi di 150 ricercatori, non un dettaglio visto che molti vincitori di concorso restano a bocca asciutta proprio perché non ci sono i soldi per pagarli.

Ma il Consiglio di Stato ha risposto senza spostarsi di una virgola: «I risparmi di spesa non sembrano così rilevanti a fronte della complicazione che si introduce, pretendendo l’invio delle pubblicazioni esclusivamente per via informatica».

La decisione finale spetta al Consiglio dei ministri, ma il no del Consiglio di Stato può essere superato solo all’unanimità.

Chissà se anche tra i ministri c’è chi pensa che le mail hanno «tempi di confezionamento e lettura più lunghi»?

Lettura integrale dell’articolo QUI

2 commenti su “Costa di più spedire delle mail con allegato che 25milioni di pagine? Sarà…

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