Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Farmaci decoagulanti: quello che c’è da sapere

L’articolo è disponibile solo per i Soci di Altroconsumo, per cui pubblico solo un breve riassunto:

Il warfarin è il più usato dei medicinali utilizzati per diminuire la capacità di coagulazione del sangue. È molto importante, però, seguire con precisione le indicazioni del medico, per evitare rischi.

Il warfarin è un farmaco utilizzato per diminuire la velocità di coagulazione del sangue. Lo si usa nelle persone che, per diversi motivi, hanno un rischio maggiore di formazione di trombi, cioè coaguli di sangue. L’uso del warfarin comporta un rischio maggiore di emorragie, proprio perché il sangue coagula più lentamente.

Prendere la dose giusta è fondamentale per raggiungere il corretto equilibrio di coagulazione, evitando rischi. Il dosaggio è personalizzato, e dipende strettamente dalle condizioni del singolo paziente: età, dieta, stato di salute. Solo il medico può stabilire il dosaggio di partenza, che viene poi costantemente tenuto sotto controllo attraverso un apposito esame del sangue periodico: il test del tempo di protrombina.

Il test del tempo di protrombina misura la velocità con cui il sangue coagula. Oggi il risultato del PT si dà in un valore chiamato INR, che dà risultati accettati internazionalmente e confrontabili, indipendentemente dal laboratorio dove è eseguito il test. Più l’INR è basso, più velocemente il sangue coagula. Più l’INR è alto, meno velocemente si formano coaguli. In pratica, scopo della cura con il warfarin è alzare l’INR, ma non troppo: il valore ritenuto ottimale, normalmente, è una INR tra 2.0 e 3.0 (tranne casi particolari).

Un commento su “Farmaci decoagulanti: quello che c’è da sapere

  1. Pingback: Farmaci decoagulanti: quello che c’è da sapere (via Paoblog) | Stobè Magazine

I commenti sono chiusi.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 8 agosto 2011 da in Consumatori & Utenti, Leggo & Pubblico, Salute & Benessere con tag , , , , .