Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Se lo Stato rema contro, dove vogliamo andare…?

in sintesi una lettera tratta da Generazione Pro Pro che sembra confermare quello che scrivevonel mio post di alcuni giorni fa; lo Stato rema contro le aziende…

Pubblico una sintesi giusto per far capire il problema; la lettura integrale chiarirà meglio il tutto.

Una circolare dell’Agenzia delle Dogane ha stabilito che in Italia dal 7 settembre 2011 non è più possibile  procedere con le pratiche del deposito Iva (se non seguendo delle procedure farraginose e quasi impossibili da realizzare)

Questo mentre in tutto il resto dell’Europa le regole sono ben altre, sicuramente più flessibili e senza tutti questi lacci e lacciuoli che impediscono, solo a noi italiani, di poter competere con il resto d’Europa.

Il Deposito Iva è un sistema che permette di pagare l’IVA all’importazione solo al momento dell’immissione in consumo dei prodotti (poiché l’IVA è una tassa a carico del consumatore finale, l’azienda importatrice la “versa” sempre e solo per conto di altri.

Fargliela versare contestualmente al momento in cui la incassa era un modo per evitare di costringere gli importatori ad anticipare somme spesso stratosferiche.

E poiché queste “anticipazioni” hanno comunque un costo economico, alla fine questo costo andava a gravare comunque sull’utilizzatore finale.

(Evitarlo era un modo per aiutare l’economia. Cancellarlo è un modo per affossare l’economia)

La cosa che non riesco a capire è perché continuiamo ad ostinarci a farci del male, applicando regole  che vanno solo ed esclusivamente a svantaggio delle aziende italiane.

Mentre nel resto dell’Europa si fanno delle grasse risate visto che quelli che per noi diventano problemi per loro sono invece nuove opportunità.

Lettura integrale QUI