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In Germania parte la crociata contro l’arroganza dei ciclisti

Non ho nulla contro i ciclisti, è risaputo che la Ro-k sia una ciclista e che sia stata investita da un’auto che non aveva rispettato lo Stop, tuttavia resta il fatto che un incivile è tale sia che guidi un’auto oppure una bici, per cui non mi stupisce troppo quello che leggo su Repubblica.it, al limite mi stupisce che il tutto avvenga in uno dei paesi che talvolta definiamo più civili di noi.

E’ desolante notare che sia necessario a pensare a regole, norme e leggi per ogni situazione, perchè a quanto pare buonsenso ed educazione sono latitanti. Tutto il mondo è paese.

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Abbasso i ciclisti, categoria sempre più numerosa ed arrogante del traffico cittadino in Germania. Questa la teoria – “sparata” con il forte titolo di copertina “La lotta di strada” del settimanale ‘Der Spiegel’, secondo il quale il nuovo dilagante fenomeno dei ciclisti sprezzanti di ogni regola ha trasformato il Paese in una “Repubblica dei cafoni”.

Il settimanale pubblica le cifre allarmanti dell’Istituto statistico federale, il quale da gennaio a maggio di quest’anno ha registrato 137 ciclisti morti, con un aumento del 7,9%, mentre nello stesso periodo i feriti sono aumentati del 43,5%, schizzando a 5.045.

Il settimanale sottolinea che a Berlino sono in giro ogni giorno mezzo milione di ciclisti, che invadono come sciami le corsie per auto, marciapiedi, strisce pedonali e bruciano allegramente i semafori. Nel frattempo la Germania è diventata campione del mondo in fatto di possessori di bici, ben 70 milioni di pezzi, il doppio delle auto in circolazione.

A Monaco di Baviera il numero di incidenti che hanno coinvolto i ciclisti nel primo trimestre 2011 è aumentato del 40%, la metà causati da loro stessi. Questa estate la polizia della capitale bavarese ha controllato 12.500 ciclisti, di cui la metà aveva commesso infrazioni al codice della strada.

Il ministro federale dei Trasporti, Peter Ramsauer, lancia il monito che “sulle strade tedesche non c’è posto per i Rambo al volante di un’auto o in sella ad una bicicletta”.

Lo ‘Spiegel’ rivela che per mettere un freno al troppo disinvolto comportamento stradale dei ciclisti, in Germania si sta già pensando all’introduzione di limiti di velocità di 15 km nei centri urbani, oltre che all’introduzione della targa, della patente e dell’assicurazione obbligatoria, ma anche del divieto dell’alcol per chi impugna un manubrio.

Lettura integrale dell’articolo QUI

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2 commenti su “In Germania parte la crociata contro l’arroganza dei ciclisti

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