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Agenzia per la sicurezza stradale: l’India procede, l’Italia annaspa…

di Maurizio Caprino

E così pure l’India si sta dotando di un’agenzia per la sicurezza, col potere di imporre richiami dei veicoli difettosi.

Ovviamente non possiamo sapere se e come funzionerà, in un Paese in cui buona parte delle auto sono prodotte localmente e dove l’automotive è uno dei fattori che stanno spingendo la crescita economica.

In altre parole, “disturbare” i costruttori potrebbe essere “politicamente scorretto” in un Paese impegnato in una gran corsa per scalare posizioni nella classifica mondiale delle economie: ne va della possibilità di creare benessere per milioni di poveri. Però è significativo che l’India l’agenzia ce l’abbia.

In Italia, invece, no. Ci sono, per legislazione europea, i poteri di richiamare i veicoli. Ma vari episodi hanno dimostrato che non è facile esercitarli in modo incisivo. E un’agenzia, dopo quasi un paio di decenni di discussioni, ce la stiamo dando pure noi per operare in modo più incisivo, non avendo i vincoli che zavorrano la Motorizzazione: dovrebbe partire all’inizio del 2012.

Ma non è affatto detto che i tempi vengano rispettati. E, soprattutto, si occuperà di sicurezza stradale senza sfiorare i veicoli.

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Esco dall’argomento, tuttavia è un paradosso chel’India da una parte proceda per la tutela dei cittadini e dall’altro si definisca ricco chi guadagna 64 € al mese …

Leggo su Lettera 43 che:  … Non ci vuole molto per essere ricchi in India. Basta potersi permettere di spendere più di 31 rupie al giorno per sfamare, vestire, curare ed educare tutta la famiglia: 47 centesimi di euro per cinque persone.

Secondo un documento che sta facendo discutere il Paese, la nuova soglia che separa i ricchi dai poveri nelle città più popolate come Delhi e Mumbai è infatti pari a 31 rupie. Chi spende meno, è considerato povero. Chi può pagare di più, invece, è ricco.

Poco importa che con quella cifra, che su base mensile corrispondere a circa 64 euro a famiglia, non si riescano a pagare medicine o vestiti. La commissione Tendulkar, che da qualche anno calcola i bisogni e il numero di poveri nel Paese, ha infatti deciso che questo è il livello di demarcazione tra miseria e vita agiata.

Dunque chi guadagna e spende di più di 31 rupie è un Above poverty line, e non ha diritto ad alcuna sovvenzione (buoni pasto, educazione, salute). Ma la dichiarazione sta facendo tremare la poltrona del primo ministro Mammohan Singh.

Lettura integrale del’articolo QUI