Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Mais Ogm: negli Usa aumenta la produzione, ma le etichette non dicono che il cibo è transgenico

in sintesi un articolo di Alessandro Tarentini che leggo su Il Fatto Alimentare

Il mercato del mais americano OGM è in continua espansione. 

Il prossimo anno negli USA ben 37,3 milioni di ettari saranno coinvolti nella produzione di mais, di cui il 90%  a regime OGM, per una produzione totale che supererà i 300 milioni di tonnellate. Una parte consistente verrà destinata alla produzione di biodiesel e all’alimentazione animale, mentre tutto il resto andrà a finire, sotto varie forme, nei piatti degli americani.

Ma se gli agricoltori e i trasformatori sono, a vario titolo, entusiasti dell’aumento di produzione di colture OGM, cosa ne penseranno i consumatori?

Di solito siamo abituati a immaginarceli come mangiatori cronici di hamburger, probabilmente obesi e soprattutto indifferenti al fatto di mangiare o meno alimenti modificati geneticamente. In realtà le cose sono un po’ diverse. La legge statunitense non prevede l’indicazione OGM in etichetta, quindi i consumatori  non hanno la possibilità di scegliere cosa comprare.

La questione tocca molto da vicino anche le catene di negozi che vendono cibo biologico, come WholeFoods, che ha ammesso di non poter garantire che i suoi prodotti bio (ad alto costo) siano liberi da ingredienti geneticamente modificati.

Niente di sorprendente, se si tiene conto della predominanza nella coltivazione di mais e soia OGM che, una volta trasformati, possono rientrare come ingredienti in numerosi alimenti (dai cereali per la prima colazione al cibo in scatola). Ai dirigenti di WholeFoods non è rimasto altro che invitare i fornitori a stampare sulle confezioni la dicitura “Potrebbe contenere ingredienti OGM”.

In California molte associazioni, forti della consapevolezza che ben l’80% della popolazione vuole sapere se il cibo che mangia sia o meno OGM, hanno cominciato a raccogliere firme, e soprattutto fondi, per un referendum sull’etichettatura dei prodotti alimentari. Secondo le stime dei loro portavoce servono almeno 60 mila $ e 500-700 mila firme per richiedere al Congresso di discutere una legge.

È un momento molto importante per i consumatori americani, già nel 1986, lo stato della California si fece promotore di un’azione del genere approvando unl testo che prevedeva l’utilizzo nell’etichetta di svariati prodotti non solo alimentari, della dicitura “Attenzione: questo prodotto contiene sostanze che lo stato della California ritiene che provochi  cancro, malattie congenite ed altri danni riproduttivi”, influenzando la legislazione degli altri stati.

Le aziende piuttosto che spaventare i clienti evitarono l’impiego delle sostanze incriminate  modificando la formulazione della merce.

È dunque intuitivo comprendere le implicazioni dell’eventuale referendum californiano. Se le associazioni promotrici riusciranno nel loro intento, la grande distribuzione organizzata, WholeFoods in testa, dovranno fare pressioni sui loro fornitori per difendere le loro quote di mercato.

Senza un’adeguata etichettatura, il consumatore è cieco e non può scegliere, come ci mostra il video per promuovere la raccolta delle firme.

Lettura integrale dell’articolo QUI

2 commenti su “Mais Ogm: negli Usa aumenta la produzione, ma le etichette non dicono che il cibo è transgenico

  1. dieta
    21 ottobre 2011
    Avatar di dieta

    Il prossimo anno negli USA ben 37 3 milioni di ettari.saranno coinvolti nella produzione di mais di cui il 90 a regime OGM .per una produzione totale che superer i 300 milioni di tonnellate. Una parte.consistente verr destinata alla produzione di biodiesel e allalimentazione.animale mentre tutto il resto andr a finire sotto varie forme nei piatti.degli americani.

  2. Stobè Magazine
    20 ottobre 2011

    Stobè Magazine reblogged this on Stobè Magazine.

I commenti sono chiusi.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 20 ottobre 2011 da in Ambiente & Ecologia, Consumatori & Utenti, Leggo & Pubblico con tag , , , , , , .