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Occhio agli occhi ovvero attenti alle lenti a contatto estetiche

leggo su Il portale dei Consumatori

Occhi di gatto o a spirale. Da vampiro o rosso coniglio. Cresce l’offerta e la curiosità per le lenti a contatto a uso estetico, capaci di imprimere un effetto speciale al mascheramento. Ma anche di danneggiare gravemente gli occhi.

Negli Stati Uniti, la Fda, l’Agenzia statunitense che vigila sui farmaci e sui dispositivi medici, rilancia l’allarme e la raccomandazione che va ripetendo da almeno tre anni.

Non è bastato agli Stati Uniti varare una legge restrittiva, che vieta la vendita di lenti a contatto senza la prescrizione medica. Le lenti decorative continuano a circolare illegalmente nei negozi di gadget e maschere e di dischi, on line e persino tra gli ambulanti sulle spiagge (dove la sabbia sconsiglia la manipolazione di qualsiasi tipo di lenti a contatto). E a causare danni.


In Italia, l’acquisto di lenti decorative non richiede prescrizione medica, né nei negozi di gadget né in quelli di ottica, basta che siano accompagnate dalle istruzioni per l’uso.

Ma il problema è identico a quello sollevato dalla Fda. Che si tratti della cattiva qualità delle lenti o del loro uso errato, per un periodo prolungato o senza pulizia e disinfezione, gli eventi avversi possono manifestarsi con una gravità crescente, provocare congiuntiviti, ulcere o abrasioni della cornea, e lasciare disturbi alla vista, persino la cecità.

Nel suo sito, la Fda affida l’opera di convincimento alla storia capitata a Laura Butler, che ha speso 30 dollari per un paio di lenti decorative e altri 2mila per cure mediche. E ha quasi perso un occhio.

Nel luglio 2010, la giovane donna dagli occhi castani aveva comprato sulla spiaggia un kit di lenti blu, con l’idea di modificare temporaneamente lo sguardo. Il venditore non le aveva fornito né un libretto di istruzioni, né una lozione apposita.

All’inizio, racconta, “le lenti andavano bene, ma si spostavano nell’occhio e dovevo regolarne la posizione con il dito”.

Il guaio si è materializzato il giorno dopo, con un dolore acuto all’occhio sinistro: le ci vollero 20 minuti per staccare dagli occhi quelle lenti, che si erano incollate come ventose. Il viaggio al Pronto soccorso, prima, e dall’oculista, poi, ha portato alla diagnosi: abrasione corneale.

Dice la Butler: “L’oculista mi ha spiegato che era come se qualcuno mi avesse passato della carta abrasiva sulla cornea”.

Con un controllo quotidiano per 10 giorni e 7 settimane di cure mediche, ha evitato l’infezione. Ma non il dolore, che l’ha accompagnata per tutto il periodo, e i disturbi alla vista, che le hanno impedito di guidare per 8 settimane.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 7 novembre 2011 da in Consumatori & Utenti, Leggo & Pubblico, Salute & Benessere con tag , , , , , , .
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