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Il latte in polvere speciale per neonati

in sintesi un articolo che leggo sul Portale dei Consumatori

Per prevenire il rigurgito del neonato, per curargli la diarrea o al contrario per combattere stitichezza, per evitare la sua intolleranza al latte o ridurre il gonfiore del pancino: di latti artificiali speciali ce ne sono per tutte le necessità.

Peccato che nella maggior parte dei casi siano del tutto inutili. Oltre che costosi: circa il doppio di un latte “normale”.

Capita, però, che genitori stravolti dalle coliche notturne o spaventati dal frequente “rigurgitino” si lascino abbagliare dalla pubblicità a effetto dell’ultimo prodotto lanciato sul mercato. O seguano il consiglio di un medico “apprensivo”.

E se i prezzi in farmacia sono un disincentivo (un semplice latte antireflusso addizionato con farina di semi di carrube può costare in Italia più di 42 euro al kg), c’è sempre la possibilità di acquistarli, a prezzi più convenienti, sul web, soprattutto nella vicina Germania.

Eppure, proprio in  Germania, il latte in polvere speciale ha ricevuto la più sonora bocciatura, firmata dagli esperti del mensile dei consumatori Oekotest.

La prima carenza riscontrata per tutti i 7 latti testati è l’assenza di dati scientifici a supporto delle capacità dichiarate sulle confezioni. Nei 2 prodotti a base di soia, Aptamil e Humana, sono state rinvenute tracce di organismi geneticamente modificati (Ogm).

Ma le brutte sorprese non sono finite. Le analisi di laboratorio hanno evidenziato in tutti i campioni anche la presenza di esteri grassi di 3-MCPD (3-monocloropropano-1,2-diolo). Si tratta di un contaminante che si può sviluppare negli alimenti durante la produzione, soprattutto in presenza di proteine vegetali idrolizzate.

Studi recenti l’hanno messo in relazione con patologie ai reni, infertilità nei ratti, inibizione della funzione immunitaria e possibile cancerogenicità. La possibilità che il composto si formi nei latti artificiali è nota da tempo.

“Esistono 3 categorie di latti artificiali speciali: quelli antireflusso gastro-esofageo, quelli pensati per i neonati con allergia al latte vaccino e quelli addizionati con probiotici e prebiotici, creati per rinforzare le difese immunitarie e a­iutare l’organismo a prevenire o com­battere le infezioni”.

A enumerarle è il dottor Antonio Clavenna, ricercatore presso il Laboratorio per la salute materno-infantile dell’Istituto Mario Negri di Milano.

Dottor Clavenna, cosa pensa di questi latti?

L’Espghan, l’associazione europea di nutrizione, epatologia e gastroenterologia pediatrica, sostiene che esistono moltissimi dubbi sull’efficacia di questi alimenti e che su di essi sono stati realizzati pochi studi indipendenti. Quanto ai latti addizionati con probiotici e prebiotici, i dati ci dicono che sono assolutamente inefficaci. Il problema sono proprio i fermenti lattici, la cui utilità non è mai stata provata e la cui sicurezza nei neonati non è stata indagata.

È chiaro che parliamo di batteri già presenti nella flora intestinale dei piccoli, ma poco sappiamo sugli effetti di un aggiunta in bambini nati pretermine, allergici o affetti da patologie. Esiste una dose minima di sicurezza? A questo quesito nessuno ha ancora risposto.

Cosa pensa del latte antireflusso?

Innazitutto bisogna distinguere tra il rigurgito, fisiologico nel neonato il cui sistema di controllo della motilità gastrointestinale non è ancora maturo, e la patologia del reflusso gastro-esofageo. Secondo una recente review, nei bimbi affetti dalla malattia, l’uso dell’alimento speciale ha ridotto dell’ 0,6% il numero di episodi giornalieri di vomito. Non molto.

Allora, sono tutti ugualmente inutili?

No. Dagli studi è emersa una qualche efficacia per i neonati con gravi allergie alle proteine del latte vaccino. I soli prodotti che hanno mostrato benefici sono i cosiddetti”idrolizzati spinti”, cioè quei latti le cui proteine sono state spezzettate in piccolissime particelle.

In questi casi il latte di soia non è un’alternativa valida?

No, perché l’allergia al latte vaccino spesso si incrocia proprio con l’allergia alla soia. E anche i latti artificiali parzialmente idrolizzati, persino quelli a base di riso, non danno alcuna garanzia di efficacia.

Quando è il caso di utilizzare un latte speciale ipoallergenico?

Questi latti sono utili quando il pediatra diagnostica una grave allergia. In questo caso si può provare un latte idrolizzato per 2-3 settimane.

Articoli correlati: I misurini imprecisi del latte in polvereIl prezzo scende, se… 

Il dosaggio del latte artificiale

Un commento su “Il latte in polvere speciale per neonati

  1. Stobè Magazine
    22 novembre 2011
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