Cosa fareste se vi mettessero davanti la bistecca di un animale clonato? Molti salterebbero sulla sedia, ne sono certa. Ma secondo l’Autorità europea per la sicurezza alimentare avrebbero torto.
“La carne da animali clonati non fa male”, ha detto l’Efsa in un parere scientifico pubblicato appena due settimane fa. Più precisamente “in termini di sicurezza alimentare non vi sono indicazioni secondo cui i prodotti alimentari derivati da cloni sani o dalla loro progenie differiscono da quelli di animali sani allevati in modo convenzionale”. Naturali o clonati, pari sono.
La nota dell’Autorità, però, prosegue, e la cosa si fa più inquietante.
Poche righe dopo avere rassicurato i consumatori, gli esperti chiariscono che il processo di clonazione dà “motivo di preoccupazione” per “la salute e il benessere animale”, a causa “dell’aumento del numero di decessi in tutte le fasi dello sviluppo (dal periodo perinatale fino allo stadio giovanile, oltre alla mortalità da aborto)”.
I dati reali sono ancora peggio: gli aborti sono altissimi (solo il 5% degli impianti si conclude con una nascita) e tantissimi sono i decessi anche dopo. La pecora Dolly ha vissuto male e poco (6 anni contro gli 11 di media), Millie, la prima mucca transgenica è stata in questo mondo appena 9 mesi prima di essere stroncata da un’infezione batterica,… (segue) …
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