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Il cane in vacanza con il treno? Non è così facile…

cane che guarda fuori da un finestrino in trenoIl manifesto pubblicitario: la bambina e il suo Golden Retriever osservano il treno rosso della Ntv di Luca di Montezemolo.

E forse pensano a un viaggio insieme. La realtà: “lui” su Italo non potrà salirci forse mai. Ora, sicuramente no.

Se il treno “più moderno d’Europa” lascia sul marciapiede i cani di media e grossa taglia, le cose non cambiano con le Frecce di Trenitalia.

Sui treni veloci e sugli Eurostar sono ammessi solo animali in trasportini di 70x30x50 cm. Su Italo viaggiano anche cani leggermente più grandi a patto che, con il trasportino, non pesino più di 10 kg. Il che, alla fine, è la stessa cosa. Un cane appena più grande di un maltese, gabbia o no, resta a terra.

Con le Fs il divieto non è proprio assoluto. Cani & compagni viaggiano sui treni regionali, seppure nel vestibolo tra le carrozze e mai nella fascia oraria dei pendolari. E per le lunghe percorrenze sono accettati senza limitazioni di taglia su Intercity e treni notte.

Ma attenzione: sul treno non basta salirci, bisogna poterci restare: chi non ha il certificato di iscrizione all’anagrafe canina (il “passaporto” per i cani provenienti dall’estero), che Trenitalia pretende, è soggetto a penalità e fatto scendere alla prima fermata.

Fa niente se questo limita la mobilità delle famiglie, incrementa gli abbandoni estivi o favorisce l’inquinamento incentivando l’uso dell’auto privata.

E chi ha sollecitato dal governo un intervento almeno di “moral suasion”, visto che il trasporto su rotaia è un servizio pubblico e non una questione di mercato, ha incassato solo la motivazione di Trenitalia: il desiderio della maggior parte dei suoi clienti di non condividere il viaggio con animali.

Ma davvero sono i clienti i “nemici degli animali”?

Viene da chiedersi, con la sen. Poretti, come mai si sono inventati il cinema, il wi-fi, la ristorazione, le sale riunioni e non hanno pensato (di riservare uno spazio) ai 150mila animali che, in passato, viaggiavano regolarmente sui treni. La cifra l’ha ricordata in Senato Altero Matteoli, quando, nel 2008, invece di pulire meglio i suoi convogli, Trenitalia aveva usato “l’invasione” di insetti di qualche carrozza come pretesto per lasciare a terra senza eccezione i cani (e altri animali).

Ci fu una levata di scudi, e il divieto assoluto fu stemperato nelle  limitazioni ancora in vigore. Ma non è che le cose vadano bene gli altri clienti che considerano cani e gatti di casa componenti della famiglia, anche durante le ferie.

Il disagio lo ha misurato l’Enpa, l’Ente nazionale protezione animali. Attraversare l’Italia in treno con il cane , è impossibile a meno di non avere un chihuahua o un maltesino toy.

Un esempio? Per prenotare un viaggio da Torino a Palermo l’11 gennaio, la coppia cane-padrone aveva due opzioni: una con un solo cambio e una durata di 32 ore e 22 minuti; l’altra con due cambi e una durata di 27 ore e 55 minuti. Il padrone da solo ce l’avrebbe fatta in 16 ore e 35 minuti.

Nelle sue, encomiabili, campagne contro l’abbandono estivo il governo dovrebbe guardare più vicino.

Fonte

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2 commenti su “Il cane in vacanza con il treno? Non è così facile…

  1. lorena
    20 luglio 2012

    oggi al tg hanno fatto vedere dei labrador che salivano sul treno

    • paoblog
      21 luglio 2012

      da quando i TG fanno vedere le cose come funzionano davvero?

I commenti sono chiusi.

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