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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Al Cuore non si comanda (ovvero: “pensavo” di volere uno scooter…)

(Il sottotitolo indicato fra parentesi è mio)

L’amico Miro scrive poco, ma quando arriva una sua mail con un allegato Zip, significa che il contributo sarà interessante ed infatti così è stato, anche se successivamente mi diceva che a lui pareva scritto veramente male…

Normalmente, refusi a parte, 😉 cerco sempre di fare del mio meglio quando scrivo un post e normalmente lo leggo e rileggo, però qui che sia frutto dell’ispirazione del momento o meno, resta il fatto che Miro ci ha resi partecipi delle sue emozioni, di Pensieri & Parole 😉 e francamente credo che rimetterci mano correggendo e/o tagliando (sempre che fosse stato il caso), avrebbe snaturato il senso.

Non possiamo razionalizzare le emozioni, no?

°°°

A inizio marzo ho deciso che durante il periodo estivo avrei potuto agevolmente muovermi su due ruote. Ho così cominciato a leggere riviste, a visitare concessionari ed a discutere della cosa con i soliti amici del tennis, tuffandomi appieno in quella fase, precedente ogni acquisto importante, che in fondo è quella in cui mi diverto di più.

Alla fine ho scelto uno scooter di una famosa marca italiana, ho cercato su internet il rivenditore di zona e sono andato a trovarlo in un pomeriggio intorno al dieci marzo. Purtroppo le cose non vanno mai come ci si aspetta, il rivenditore era si concessionario del noto produttore di scooter di cui sopra ma non solo…

Appena entrato ho visto una Royal Enfield ed ho subito capito che il mio destino era segnato. L’ho provata, mi sono subito innamorato della sua linea così assurdamente british e delle meravigliose sensazioni che un monocilindrico da mezzo litro può regalare.

E’ morbida e brusca allo stesso tempo, guidabilissima, stabile, docile. Il motore è generoso, ai bassi regimi batte un po’ in testa poi  entra in coppia ed arriva ad urlare e a far vibrare tutta la moto ad ogni cambio marcia.  Sensazioni irraccontabili.

Ci ho pensato un paio di giorni, poi, richiamato all’ordine da amici e parenti, mi sono portato a casa lo scooter.

Non c’è mai stato feeling, tanto motore e tanta maneggevolezza ma poca tenuta di strada e la perenne sensazione di perdere il retrotreno nelle rotatorie.

E poi tutta quella plastica, la guida da seduto, il motore sotto la sella: in fondo ho fatto bene a prendere lo scooter, perché nonostante quello che avevo  in fondo andasse bene ora so che non ne comprerò mai più un altro.

Dopo quattro mesi è accaduto l’inevitabile, ho restituito lo scooter  e mi sono preso la Royal Enfield Classic.

Sono quattro  giorni che scorrazzo  felice nel veronese,  la moto è fantastica: consuma poco, piega che è una bellezza,  ha un borbottio assolutamente inconfondibile e se nel traffico qualche volta il cambio automatico permetterebbe maggiore agilità non importa perché una Enfield non corre, “sfila” ( la frase non è mia).

Se poi la si porta in collina o comunque dove ci siano curve e salite diventa una vera goduria, ma non provatevi ad andarci oltre i cento all’ora, con la Enfield si arriva sempre ma senza fretta.

La Royal Enfield è una storica casa in Inglese che dalla fine degli anni ’50 è sopravvissuta grazie alla sua filiale indiana. E’ una storia lunga ed affascinante fatta di motori  (quasi sempre) monocilindrici e moto fatte a mano.

Sul web esiste tutto un mondo di forum e associazioni di appassionati: naturalmente, se ci si addentra nelle discussioni, c’è sempre il detrattore che in genere è uno con unaBMW1200 o una giapponese a 4 cilindri, un tipo di appassionato col quale (senza offesa) uno che trovi affascinante una Enfield non si può confrontare.

Se avete voglia di sensazioni uniche spendete un sabato mattina da un rivenditore Royal Enfield…

…dopo mi maledirete. 😉

Il mio socio per esempio è stato contagiato dalla medesima “scimmia” e si è preso questa:

9 commenti su “Al Cuore non si comanda (ovvero: “pensavo” di volere uno scooter…)

  1. Pingback: I libri d’estate dell’opinionista Miro « Paoblog

  2. Pingback: Un libro (per Miro): Il cuore a due cilindri « Paoblog

  3. Nancy
    26 luglio 2012

    In quella parola “sfila” c’è tutta la poesia di andare alla velocità giusta per sentirse padrone di quel misterioso oggetto a 2 ruote. Complimenti per la scelta contro corrente in un mondo di tanti cilindri e tanto rumore.

  4. Morbida Dolcezza
    26 luglio 2012

    Mi fanno impazzire questi appassionati di moto (ed io ne ho uno in casa)…parlano della moto come se fosse una donna… morbida nelle curve, look accattivante, linea sinuosa, docile, generosa, simpatica… Infatti quando mi capita di vedere Tg2
    Motori e si parla di moto, io faccio sempre le stesse osservazioni e qualcuno ride….

    Mah! Valli a capire ‘sti motociclisti!

    • miro
      26 luglio 2012

      Hai ragione ma io sono tutto tranne che un appassionato di moto, tant’è che la prima che mi sono comprato arriva alla tenera età di 44 anni. Ho scritto quello che ho scritto proprio per sottolineare che per una volta ho scelto l’istinto invece che la ragione, e ci rido sù. Quanto alla similitudine con una bella donna….bè, in effetti mi ci hai fatto pensare proprio tu, molto spesso si tende a parlare negli stessi termini di una bella donna o di una bella auto o moto. Comunque se hai in casa qualcuno appassionato di moto io credo che anche tu avrai qualche passione che ai suoi occhi può apparire totalmente insensata.
      O no?

      • Morbida Dolcezza
        26 luglio 2012

        A dire il vero, le mie passioni più che insensate a lui appaiono esagerate e mi riferisco a tutto ciò che riguarda la moda (vedi scarpe, borse, abiti etc.).

        Quindi più che ai sentimenti, lui pensa al portafoglio… sai com’è.. 😉

    • Paoblog
      26 luglio 2012

      trattasi di passione, vissuta intensamente….

      che poi, si tratti di una moto, di una parete da scalare, di una donna, di un libro…

      come ben dice l’amico Miro: “Al cuor non si comanda….”

  5. Bosch
    26 luglio 2012

    Ha fatto bene Miro a prendersi una cosa che gli piace veramente; anche per le chitarre e’ la stessa cosa, ce ne sono di ottime, ma le Vintage hanno un altro sound, sai quelle che “puzzano” di olio di macchine da cucire.

    Io sto pensando di prendermi una Fender Telecaster Americana, che da sempre mi tenta…. gira, gira, me la regalo…. (cosi’ fanno 5, con grande gioia di mia moglie……:-D )

    (5 chitarre,2 Charangos,1 pianoforte,1 Quena, 1 Flauto di Pan, 1 amplificatore e poi non so che altro mi comprerò)

    I Greci dicevano quando moriva una persona: “E’ morto tal dei tali: Ah. sì? brava persona, uomo esemplare, gran lavoratore etc..etc…,SI, vabbe’, tutto quello che ti pare, ma che passioni aveva???

    Nella vita ci vuole sempre qualcosa di piu’,non trovi?

    • miro
      26 luglio 2012

      A proposito di chitarre io da tempo penso ad una Martin D35, prima o poi….

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Questa voce è stata pubblicata il 26 luglio 2012 da in L'angolo delle Due Ruote, Pensieri, parole, idee ed opinioni con tag , , , , , , .
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