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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Che sia Lega, che sia Pd, cambia poco…

Qualche giorno fa ho pubblicato un Comunicato stampa inviatomi dagli amici della FIVL, nel quale si denunciava il comportamento del Sen. leghista Leoni che alla faccia della cosiddetta Spending review (e della decenza, verrebbe da aggiungere…) ha inserito un emendamento con il quale si auto rinnova per un ulteriore anno il mandato di Commissario Straordinario dell’Ente Pubblico Aero Club d’Italia.

Oggi leggo su Lettera43 che: Dopo 10 anni di discussa presidenza di Francesco Alberoni ecco che il ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi, con un atto di coraggio ha risposto all’evidenza dello sperpero e all’interrogazione di un parlamentare di Fli, Daniele Galli, e ai primi di luglio ha soppresso l’Ente Csc con le sue strapagate cariche dirigenziali.

Arrivati al momento della conversione in legge, ecco però spuntare un sulfureo emendamento a firma del senatore Pd, Vincenzo Vita, che ha riportato tutto allo status quo ante bellum.

Ma cos’è il Csc, e cosa vuol dire che tutto torna come prima?

Il Centro sperimentale è la più antica scuola di cinema al mondo fondata in epoca fascista da Benito Mussolini. Nell’ultimo decennio il potere assoluto di Alberoni, esercitato per mano di un fedele direttore generale, Marcello Foti, che controllava il lauto finanziamento proveniente dal ministero (circa 12 milioni di euro), ha mortificato la didattica, esaltando invece il ruolo della nomenclatura, a partire dalla pletora di dirigenti strapagati.

Si parte con un tocco di nepotismo, visto che il direttore del distaccamento Csc di Milano è Bartolomeo Corsini, il genero di Alberoni…. 

Il decreto di Ornaghi …era sì drastico, ma ben concepito. I dipendenti del Csc sarebbero passati alle dipendenze del ministero senza nessun posto di lavoro in pericolo, mentre il presidente, il direttore generale, il consiglio di amministrazione e soprattutto i dirigenti avrebbero dovuto trovarsi un nuovo incarico dopo anni di pacchia…

L’emendamento del Pd ha invece vanificato l’operazione e così, si apprende dal sito dell’Ente, a Milano il genero Corsini continuerà a drenare i suoi 105 mila euro all’anno di emolumento, come Toffetti a Torino i suoi 103 mila, mentre il direttore generale guiderà la classifica dirigenziale dall’alto dei suoi 150 mila euro.

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E questi, dalla Lega al Pd, passando per tutti gli altri, sono quelli che cercano elettori per il 2013?

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