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Partenze intelligenti, la notte torna “di moda”. E il sonno uccide

di Maurizio Caprino

Si torna a viaggiare di notte. Nulla di scientifico, per carità. Ma, leggendo un po’ di bollettini sul traffico e scambiando informazioni con qualche amico “informato sui fatti”, l’impressione è che per i viaggi delle vacanze gli italiani stiano tornando alle abitudini degli anni Sessanta-Settanta. Solo che all’epoca c’era un motivo “valido”: partire col fresco era fondamentale quando solo le fuoriserie avevano l’aria condizionata.

Oggi, forse, ci si convince a viaggiare di notte un po’ per evitare i picchi di traffico (tentativo che spesso si è rivelato vano quest’anno) e un po’ per risparmiare un pernottamento in albergo. Ma non si tiene conto di un effetto collaterale: il colpo di sonno, che peraltro stava già tornando alla ribalta.

L’ultima vittima è dell’altra notte, sull’Autosole appena a sud di Caserta (Scarica Sonno incidente Napoli), anche se pare di capire che un’aggravante possa essere stato il mancato o scorretto allacciamento della cintura (l’anziana signora è stata sbalzata fuori dall’abitacolo).

Appena 24 ore prima, era toccato a una ragazza nel Trevigiano, anche se in questo caso un ruolo può averlo avuto anche l’alcol. Un altro colpo di sonno potrebbe aver causato il graveincidente della faniglia distrutta la scorsa settimana sulla Salerno-Reggio Calabria, presso Lagonegro.

Che fare?Certamente ci vorrebbe più educazione a conoscere le reazioni del corpo umano durante la guida, per rendersi conto di cosa davvero possa accadere. Ma non possiamo illuderci di fare tutto così e quindi bisogna fare qualcosa per costringere la gente a fermarsi. La via più semplice sembra essere quella della repressione, che però funziona nei rari casi in cui una pattuglia vede qualcuno zigzagare. Qualche probabilità in più c’è quando la concausa è l’alcol, perché qualche controllo con l’etilometro si riesce a farlo (mai abbastanza e con difficoltà ulteriori quest’estate).Ci vuole allora qualcosa di più, che sia in grado di fermare tutti. Non può che essere un dispositivo montato direttamente sul veicolo e difficile da bypassare. Oggi sulle auto più recenti iniziano a prendere piede sistemi con telecamera che – se le strisce sull’asfalto sono ben visibili – si accorge di quando si sta per uscire di strada. Domani potrebbero esserci strumenti di prevenzione ancora più efficaci, come il riflessometro. La loro adozione obbligatoria dovrà essere decisa dalla Ue. Speriamo.

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