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Ruzzle e le parole che non esistono…o forse si?

Non essendo un assiduo di Facebook, smartphone e  Applicazioni varie, ho scoperto casualmente l’esistenza di questo gioco simile allo storico Scarabeo.

Una volta attirata la mia attenzione ho cercato qualche informazione aggiuntiva e mi è caduto l’occhio su questo articolo, molto divertente per quel che mi riguarda, in quanto  mi capita di utilizzare parole sconosciute ad alcuni (talvolta molti) e che hanno portatol’altro giorno a parlare del gipeto… 😉

Leggo infatti nell’articolo che c’è chi si lamenta: «Il gioco accetta parole che non esistono nella nostra lingua».

Se non fosse che la realtà è un’altra, poco felice a ben vedere, ovvero, come spiega Enrico Lanfranchi, responsabile delle redazioni lessicografiche di Zanichelli non è Ruzzle che sbaglia, ma sono i giocatori che conoscono poco l’italiano».

(Chissà se aiuterebbe parlare in italiano con gli italiani, piuttosto che abusare di terminologie straniere….)

Ruzzle dunque aiuta a diventare più colti?

Il responso arriva dall’Accademia della Crusca, ultima custode della lingua italiana: «Si può dire di sì. Ma a condizione che dopo la partita si vada a vedere sul dizionario il significato delle nuove parole scoperte».

°°°

Sconfortante leggere successivamente che:

Il nostro Paese, che si porta a casa la medaglia d’oro per numero di partire giocate al giorno (30 milioni), vanta infatti anche un altro primato: quello dei download di programmi che consentono di truccare il gioco. A questo punto viene da chiedersi: perché il gusto della vittoria supera la logica del fair play? Secondo Varriale, «chi ama giocare, ama vincere. E se i giochi hanno il giusto livello di difficoltà, tanto da non annoiare ma neanche frustrare, generano una competitività elevata. E quando la voglia di primeggiare è troppa e si ricorre a trucchetti». È il caso degli italiani che, a quanto pare, preferiscono vincere facile.

 

6 commenti su “Ruzzle e le parole che non esistono…o forse si?

  1. Francesco
    28 gennaio 2013

    Non sapevo niente di questa applicazione.

    Immagino che la maggior parte di chi ci gioca ne farà utilizzo passivo, ovvero improduttivo.

  2. Lollo
    28 gennaio 2013

    Io ci gioco molto. E da un lato ti do ragione, nel senso che mi sono anche accorto che spesso le persone meno “colte” tra i miei amici con cui gioco non trovano parole diciamo “inusuali”, forse perchè non le conoscono.
    Ma è anche vero che Ruzzle accetta effettivamente parole inesistenti o grafie sbagliate: il classico esempio è l’uso della “i” nel plurale dopo c o g dolce… Ruzzle accetta sia “camice” che “camicie”, sia “province” che “provincie” “oncie”, “ancie” e così via.

  3. miro
    28 gennaio 2013

    l’ho scoperto da poco e mi prende molto..

  4. francesca
    28 gennaio 2013

    Io ci gioco da un po’ e mi piace molto, anche perché sono sempre stata una patita del Paroliere, che è il gioco da tavolo da cui prende spunto Ruzzle.
    Io penso di conoscere abbastanza bene la lingua italiana e, nonostante questo, diversi vocaboli li trovo strisciando il dito sullo schermo a casaccio… sono vocaboli inesistenti.
    Di sicuro saranno una piccola percentuale, ma ce ne sono parecchi! 🙂

  5. silvia romano
    4 febbraio 2013

    Beh, non credo proprio che Ruzzle possa aiutare a conoscere la lingua italiana, ne’ a fare meno errori di ortografia. La verità è che questo gioco accetta parole inesistenti: qualcuno sa dirmi il significato di “fenesta”, “fenili” “filli”? Eppure sono termini riconosciuti che hanno ottenuto punti. Gioco per divertimento, tuttavia non mi piace essere presa in giro!!!!!

  6. Francesco
    22 febbraio 2013

    I filli sono degli insetti dal corpo appiattito. Fenili, è il pl di fenile, radicale derivato dal benzene per perdita di un atomo di idrogeno.
    Fenesta non lo so.

I commenti sono chiusi.

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