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Manutenzione caldaie: nuove regole per i controlli

un interessante articolo che leggo su E-R Consumatori

Ispezioni ridotte su caldaie per il riscaldamento e condizionatori estivi e meno costi per i cittadini.

Rivisti i limiti di accensione e istituzione del catasto degli impianti termici. Verifiche effettuate in maniera indipendente da esperti qualificati.

Sono queste le principali novità delle nuove regole in materia di controlli e di manutenzione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici approvate dal governo, anche per uniformarsi alle norme europee sulla cadenza dei controlli sull’efficienza energetica.

“Un grande passo avanti nella promozione della cultura del risparmio energetico – sottolinea Federconsumatori -. Tale normativa comporterà sicuramente una rivoluzione per le abitudini e le scadenze di milioni di famiglie in possesso caldaie autonome, nonché un risparmio certo per i bilanci delle famiglie, fermo restando la sicurezza degli impianti”.

Le nuove scadenze per i controlli

Con l’entrata in vigore del Regolamento approvato, la cadenza dei controlli sull’efficienza energetica (salvo prescrizioni diverse dell’installatore o manutentore ricavabili nel libretto d’uso della caldaia) sarà:

  • Ogni 2 anni per gli impianti termici combustibile liquido o solido.
  • Ogni 4 anni per gli impianti a gas metano o GPL.
  • Se la potenza termica della caldaia è maggiore o uguale a 100 Kw i tempi si dimezzano.

Di fatto, questo rappresenta un cambiamento radicale se si considera che gli impianti inferiori a 100 Kw sono la grande maggioranza nell’anagrafe italiana delle caldaie.

Fino ad adesso la normativa vigente (DPR 412/93, 59/2009, 192/2005 e 311/2006) prevedeva per le caldaie di potenza uguale o inferiore a 35 Kw, controlli:

  • Annuali se il combustibile è liquido o solido.
  • Biennale se l’impianto è a gas a focolare aperto (tipo B) all’interno dei locali o se la caldaia installata ha più di 8 anni.
  • Quadriennale se l’impianto è a gas a tenuta stagna (tipo C).

Ora, invece, per tutti gli impianti a combustibile liquido o solido si passa da uno a due anni e per tutti gli impianti a gas si passa a quattro anni senza distinzione a seconda del tipo di caldaia o dell’anzianità della stessa (naturalmente per quelle inferiori o uguali a 100 Kw di potenza).

I cambiamenti nella tempistica della manutenzione sono legati all’evoluzione tecnologica delle pompe di calore, così come è avvenuto nel settore delle automobili, dove i tagliandi sono sempre più diluiti nel tempo.

I risparmi per i consumatori

“Grazie a questa nuova tempistica si potranno risparmiare dai 60 agli 80 euro annui a famiglia – sottolinea ancora Federconsumatori – E’ importante informare le famiglie: sono molte le omissioni informative o la scorretta  informazione da parte degli operatori. Questi ultimi, spesso, continuano a sostenere, in ogni caso, l’obbligo del controllo e/o della manutenzione ogni anno e il controllo combustione (fumi) ogni due anni. Federconsumatori chiederà al Governo ed alle Associazioni imprenditoriali, alla luce delle novità legislative appena approvate, di promuovere una campagna informativa nazionale rivolta a tutti i cittadini. Una campagna condivisa, chiara e trasparente”.

 

Un commento su “Manutenzione caldaie: nuove regole per i controlli

  1. Poppea
    27 febbraio 2013

    Mi viene da ridere trovare un caldaista oggigiorno mica è facile, la mia va a combustibile, tipo kerosene ma molto più raffinato, tanto che ci mandano avanti le stufette quelle senza canna fumaria, io lo passo anche sui mattoni di cotto per renderli impermeabili e più lucidi, praticamente è un combustibile che non sporca e non lascia deposito, ogni volta per trovare un tecnico che la pulisca anche se non serve è un’impresa

I commenti sono chiusi.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 26 febbraio 2013 da in Consumatori & Utenti, Leggo & Pubblico con tag , , , , , , .
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