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I venditori porta a porta (visti dall’interno)

Sul Blog sono stati pubblicati nel tempo diversi post in merito ai Venditori Porta a porta di contratti luce & gas che sono spesso fonte di polemiche accese, tuttavia nel momento in cui l’Unc pubblica un articolo intitolato Truffe: non aprite quella porta!, oppure che la Repubblica pubblica un’approfondita inchiesta in merito, va da sè che è inutile negare che il problema esista.

Questo link vi rimanda alla trasmissione Codice a Barre dove sentirete  il rappresentante di Eni dire che certe pratiche scorrette sono vietate, sanzionate e via dicendo.

In questo post , potrete leggere delle contromisure prese da Enel per contrastare il fenomeno eppure le lamentele dei consumatori continuano. Ed il fatto che le aziende prendano contromisure e dettino regole per i venditori è la miglior conferma, come detto,  che il problema c’è.

Però nelle righe che seguono potrete leggere l’esperienza vissuta da una persona che in questi giorni ha frequentato il corso di un’agenzia che venderà contratti di Enel Energia e, come dice la persona in questione:

“Il corso è volto per me forse a titolo conoscitivo, dato che prenderò solo appuntamenti per loro, anche se mi chiedo su che basi se poi non posso attaccarmi al discorso risparmio?

Quando chiamo per Telecom puntiamo su questo discorso o mal che vada sulla qualità.

Sicuramente quando l’agenzia ha valutato Enel energia non ci ha pensato o forse continuiamo a prendere appuntamenti per Telecom e poi una volta che sarà là il consulente cercherà di vendere anche quello. Ho questo dubbio che sarà risolto nei prossimi giorni.”

Successivamente però mi ha comunicato che

“non sarai felice di saperlo, ma avendo seguito il corso, sono diventato agente Enel energia, cosa imprevista anche per l’agenzia (ma userò questa opportunità solamente per persone conoscenti che si sono informate in un’altra maniera, dato che io non sono in grado di fare una consulenza)”

La persona stessa, che ha già avuto brevi esperienze in questo campo, in ogni caso si pone delle domande, conscia del fatto che la formazione dei venditori non sembra rispettare ad esempio l’art. 4, intitolato “Rapporti con i consumatori”, del Codice Etico di Univendita (associazione di cui fanno parte alcune imprese di vendita a domicilio, tra cui Bofrost, Tupperware, Vorwerk) dove, tra le altre cose, è indicato che i venditori devono:

* presentare le principali caratteristiche dei prodotti offerti in maniera chiara e comprensibile, specificando il prezzo (comprensivo di imposte, spese di spedizione e quant’altro) ed informando il consumatore della possibilità di esercitare il diritto di recesso

* rispondere in maniera precisa e comprensibile ad ogni domanda sul prodotto, evitando di ingannare l’interlocutore mediante omissioni, imprecisioni o ambiguità.

Inizia il racconto che integrerò con alcune osservazioni e con altre (indicate fra parentesi ed in corsivo) della persona che ha partecipato al corso:

Il corso: si presenta con un ragazzo di 35 anni, ben vestito, parlantina, simpatico e che si interessa ai suoi “studenti”. Per comodità lo chiamerò l’insegnante.

Vengono spiegate le varie tariffe, nomi, prezzo al kwh, cosa comprende e cosa no, cioè iva e imposte regionali, stimato il tutto intorno al 15% in più sulla tariffa esposta, percentuali, consumi familiari, il vantaggio di avere un prezzo bloccato di anno in anno che il mercato tutelato cambia ogni tre mesi.

Nello specifico, l’insegnante ci ha spiegato che le tariffe scritte sul contratto non comprendono l’Iva (che su questi servizi è del 10%) e non comprende le imposte regionali. ( infatti nell’altro corso ci avevano spiegato che ad esempio in Lombardia, Emilia Romagna, ecc.. i prezzi sono minori,).

Quindi alla domanda del consulente: Quanto devo aggiungere per avere un idea del prezzo scritto nell’offerta?

Circa il 15 % più o meno.. ( Parole sue)

Nota di Paoblog: A questo punto integro quanto scritto qua sopra con alcune informazioni aggiuntive.

I servizi di rete derivano dalla distribuzione, dal trasporto e dalla misurazione dell’energia da parte dei venditori; sono uniformi sull’intero territorio nazionale e influiscono per il 15% circa sul costo finale della bolletta.

I servizi di vendita influiscono per il 60-70% sul costo finale della bolletta della luce e variano a seconda del fornitore di energia.

Bolletta trasparente

La bolletta della luce comporta anche il pagamento delle imposte, che pesano complessivamente per il 14% sul totale.

Si tratta delle imposte sul consumo, o accise (imposta erariale più addizionali degli enti locali) e dell’IVA (cha ha un’aliquota pari al 10%): queste tasse sono applicate sulla quantità di energia effettivamente consumata.

La bolletta della luce, inoltre, prevede degli oneri generali di sistema, dei contributi previsti per legge e destinati a specifiche finalità tra cui: la componente A3 per la promozione delle fonti rinnovabili; la componente A4 per il mantenimento di regimi tariffari speciali; la componente A5 per i contributi a ricerca e sviluppo; la componente A2 per lo smantellamento delle centrali nucleari.

Tutte queste voci incidono per il 7% circa sui costi totali della bolletta.

Prosegue il racconto:

Dobbiamo poi insistere sui servizi aggiuntivi quali la carta EnelMia al costo di 1.60 €/mese per 24 mesi poi costerà di più, che offre “grandi sconti” su Wind, Infostrada, Mondadori, ecc. e la possibilità di avere assicurazioni (non mi chiedere i dettagli) ed assistenza con un risparmio del 60%.

Detto questo, quando venivano spiegati i servizi aggiuntivi oppure che sulla seconda casa viene pagato un sovraprezzo, non esponeva mai i costi se non su diretta richiesta.

Tra gli agenti, ce n’era uno che non si vergognava a chiedere spiegazioni di vario genere, e insisteva sul capire come valutare quale tariffa applicare al cliente, su quali basi, come capire il risparmio che ne avrebbe tratto il cliente e sopratutto voleva confrontare le bollette.

(Ovviamente non sono le parole esatte, ma il senso è questo)

Risposta dell’insegnante: Se parti così, con questa vendita non vai da nessuna parte, non puoi metterti li a fare calcoli perchè non concluderai nulla.

Perchè le tariffe sono fatte in modo tale che sul breve periodo non si vede il risparmio ma sul lungo si, quindi bisogna trovare strade alternative, io ad esempio ho fatto un contratto proponendo i vantaggi di Enelmia non ho neanche parlato di Enel Energia, una vendita fatta così non va più, dovete essere voi bravi a puntare su altro, io ho fatto vendita e ti posso assicurare che sul Energia non ti fanno un discorso di risparmio

(non specificando cosa è questo altro nel dettaglio e quindi a parer mio, lasciando libero arbitrio ad ogni venditore di dire cosa meglio crede)

Collega di corso: (che non mollava). Si ma per esperienza il cliente ti fa vedere la bolletta e ti chiede dove andrà a risparmiare, di questi tempi poi.

(dopo varie volte che poi insisteva su questa tesi e l’altro dissentiva ci ha aggiunto: “ci gioco pure i coglioni che è così”.)

Insegnante: ( alterandosi un pò). Non è vero, lo stai dicendo tu, il cliente vuole altro, bisogna proporre in diverso modo, poi se vuoi ti faccio vedere le bollette, ma comunque. Per esperienza il cliente vuole quello che noi vogliamo dargli e un bravo venditore ci riesce.

(e qui si apre il discorso “tutto bello, tutto facile”)

Consiglio mio a questo collega di corso: chiedigli un pò di farti la presentazione, dove tu fai il cliente e lui il venditore.

La domanda purtroppo non è stata posta in questi termini diretti, perciò il furbo “insegnante” che deve far passare come tutto facile e tutto bello, ha ritirato fuori come esempio la vendita fatta da lui e di cui ho parlato prima.

Insegnante: Poi noi non stiamo facendo nessuna vendita, perchè tutti hanno già un servizio di luce e gas  (ed ovviamente è meglio portare a casa un dual gas + luce), alla fine è la stessa cosa, non cambia nulla, solo l’intestazione, perchè alla fine mercato a maggior tutela significa che tutela per un discorso di servizio, non del prezzo.

Spiegate sempre che di fatto sono due società diverse, perchè sul 100% dei contratti viene fatta la Quality call, perciò se il cliente non ha capito va in ko.

(Nota di Paoblog: Ricordiamoci tuttavia che secondo quanto scritto poco tempo fa da Il Salvagente, avere lo stesso fornitore per luce & gas non è affatto sinonimo di risparmio.)

Dopo 3 ore di spiegazioni tecniche, tariffe ecc..

Alla domanda avete capito, a bassa voce una consulente dice ad un’altro: non mi ricorderò mai tutte questo cose  (perchè è così non si ricorderà mai, tutte queste nozioni, spiegate velocemente senza esempi, senza esercizi, che so era come spiegare la contabilità e poi non fare pratica. Tutto ciò fatto apposta? Non lo so ).

Un altro sgrana gli occhi e io ridacchio perché sapevo già a cosa sarebbero andati incontro.

Insomma tutt’altro che facile per un venditore che vuole essere trasparente.

Ho scoperto che è vero ciò che commentava un utente del blog e cioè che non ci va obbligatoriamente la carta di identità ma solo i dati che si trovano però su tutta la pagina della bolletta e non solo il Pod, per attivare il contratto.

La carta d’identità quindi è a discrezione, dato che nel corso che avevo precedentemente fatto ci avevano detto di far la foto. Vabbè.

Poi un’ altra cosa è che sulla cartellina contenente i moduli del contratto non vi è chiaramente la dicitura Enel Energia, ma il logo Enel in bella vista e sotto c’è scritto l’energia che ti ascolta. e di fianco una casella non visibile a colpo d’occhio con scritto in piccolo Enel Energia

(Diciamo che c’è la volontà a essere poco chiari e completamente trasparenti a monte..)

Altra curiosità alla mia domanda se uscendo dal mercato tutelato ed entrando in quello libero, si poteva poi rientrare nel primo, la risposta è stata certamente in entrambi i casi. Mio padre sostiene che ciò non sia vero perchè suoi amici ancora adesso non riescono a rientrare. Non so.

(Nota di Paoblog: Rientrare nel mercato tutelato è un diritto, ma  c’è solo da sperare che non diventi complicato,  considerando quanto ha raccontato un lettore del Blog alla trasmissione di Rai3 > Codice a Barre, (a partire da 6’ 55”) )

A fine corso ci ha fatto fare un test ( abbastanza intuitivo) corretto poi insieme, fatto sicuramente per dare una finta parvenza di difficoltà a diventare venditori qualificati.

Raccolta di dati ed indirizzo e mail per la ricezione di una pass per la possibilità per i venditori di accedere ad un loro sito , dove ci sono sempre le offerte aggiornare e spiegazioni su come gestire le negatività (spero che arrivi anche a me!).

Ma non poteva dircele durante il corso queste cose, mentre era lì disponibile (in teoria) per noi?

Sicuramente saranno spiegazioni banali senza senso, in tal modo non ci sarà un riscontro immediato, un confronto, viene preso per buono quello che viene detto, mi vien da pensare sia questo il motivo.

Altra cosa strana per me e senza alcun senso logico: Mi sono detta “a fine corso ci sarà una discussione sopratutto tra consulenti, scambio di idee, sensazioni ecc”..

Ed invece no, nulla di tutto questo; finito il corso ci si parlava di tutt’ altro.

(ed io, l’unico coglione mi viene da dire, che come sempre in queste circostanze ha voglia di confrontarsi, per capire eventuali questioni che magari mi sono sfuggite, non ho trovato una spalla; questo è capitato anche nell’altra azienda, ma ho pensato che fosse a causa della mia età, ma qua si parla di gente di 40 anni e più).

Sai cos’è forse, meno si parla del problema, più si nasconde la sua esistenza e meno diventa importante.

Non ho ancora capito se è pratica comune a tutti, ma visto che è successo nell’agenzia precedente ed in quella attuale e che sia l’insegnante sia la titolare dell’agenzia sono sulla stessa linea di pensiero; il punto focale è che non bisogna parlare mai di negatività, difficoltà, bisogna sempre dare una parvenza di bello di facile e guai a iniziare a parlare di qualsiasi difetto, incongruenza ecc.

Ed infatti all’inizio del lavoro la titolare dell’agenzia mi ha cazziato, solo perchè parlando con una collega che aveva iniziato con me, discutevo del fatto di quanti contatti inesistenti vi sono nelle liste e che questa spiegazione non mi è stata direttamente data, restando sul vago, al che ho capito che questa ragazza aveva “fatto la spia”, inutilmente, vien da dire, dato che  in un posto del genere non c’è possibilità di far carriera quindi perchè buttar fango sugli altri colleghi?

7 commenti su “I venditori porta a porta (visti dall’interno)

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  5. Anonima
    10 aprile 2013

    mi arriva una risposta alla mia ricerca di lavoro

    Buongiorno,La presente è per comunicarLe che abbiamo accolto la Sua candidatura, per operatori addetti al censimento statistico Enel per XX e Provincia, ed altresì informarLa che le selezioni hanno luogo presso l’agenzia di Via xxxxx

    I candidati hanno la possibilità di prenotare un colloquio chiamando la sede amministrativa al numero 06xxxx (dal lunedì al venerdì 10.°°/18.°°)”.

    e poi ho pensato: ma cos’è il censimento Enel? Sede Roma?

    Faccio una ricerca su internet e cosa esce fuori? Che è un “porta a porta”. Ovviamente usano pure il nome Enel impropriamente dato che venderanno Enel energia o Enel green power, ecc..

  6. Reshep
    29 maggio 2013

    Sono uno di quelli che è stato prima fregato, con la promessa di risparmi fino al 30% sulle bollette e poi beffato, visto che mi hanno chiesto di lavorare con loro e io, da disoccupato di lungo corso, ci son cascato. Ho retto 3 giorni, poi sono scappato. Va bene tutto, ma raccontare fregnacce a persone di 90 anni che a stento riescono non solo a capire, ma anche a sentire quel che gli dici mi pareva troppo.

    Comunque i metodi son sempre gli stessi, si spacciano per incaricati luce/gas, la balla della comunicazione in bolletta e la superballa dei risparmi perché ti azzerano i costi accessori (stoccaggio et similia). Così ti ritrovi con la D’SE come fornitore e con delle volture che avevi chiaramente detto di non voler fare e che ti avevan detto che eran gratis da pagare.

    Secondo me li devono ingabbiare tutti, dal primo all’ultimo. Truffatori della peggior specie.

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