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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Il sacchetto dei biscotti Macine Mulino Bianco è riclabile? Si e no.

un interessante articolo (aggiornato dopo la pubblicazione) di Roberto La Pira che leggo su Il Fatto Alimentare che, partendo dal quesito posto da una loro lettrice analizza una situazione dove invece che aiutare il consumatore a smaltire correttamente, lo si manda in confusione.

Degno di nota che all’attenzione della lettrice, che ha letto le  etichette ed una volta trovata un’incongruenza abbia posto la domanda, non sia poi seguita una pronta risposta di Barilla.

Risposta che è arrivata ieri dopo la pubblicazione de Il Fatto Alimentare e francamente a me sembra una strana coincidenza, comunque sia in calce troverete la spiegazione dell’azienda.

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Scrive la lettrice: Ho acquistato una confezione da 450g e un’altra da 1.000g di biscotti Macine del Mulino Bianco. Quella da 450g, per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti, riporta “incarto C/PAP81 non ancora riciclabile” (infatti questo tipo di imballi finisce purtroppo dritto dritto negli inceneritori), mentre la confezione da 1.000g riporta “incarto C/PAP81 raccolta carta”. Pur non  essendo un’esperta, credo che questo sia un grave errore visto che C/PAP81 non è carta! Quindi: il sacchetto si può riciclare?

Risponde Roberto La Pira: La domanda posta dalla lettrice attenta, ha evidenziato un’incongruità di indicazioni per lo smaltimento delle confezioni che causa confusione al momento di buttare via i sacchetti.

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Nel primo caso  le parole sul disegno colorato di verde dicono: INCARTO RACCOLTA CARTA, e questa frase non lascia spazio a dubbi sul destino della confezione.

Nell’altro sacchetto sempre di biscotti Macine le parole sul disegno indicano: INCARTO NON ANCORA RICICLABILE RACCOLTA INDIFFERENZIATA, e anche questa frase non lascia spazio a dubbi.

Abbiamo chiesto a Barilla un chiarimento per ben due volte ma nonostante le promesse e i solleciti, a distanza di tre settimane non sono arrivate notizie.

È un atteggiamento poco simpatico per un’azienda che ha anche un numero verde per i quesiti dei consumatori e una pagina dedicata a questi aspetti sul proprio un sito internet.

In  assenza di segnali da Parma abbiamo consultato un esperto che non ha avuto molti dubbi. Siamo di fronte a un tipologia di packaging accoppiato la cui sigla tecnica è C/PAP81, ovvero una confezione formata dall’abbinamento di diversi strati di carta e cartone e plastica incollati tra di loro, difficilmente riciclabile quindi perchè composti da  materiali differenti.

È ragionevole dubitare che nella confezione con il bollino verde sia possibile dividere in modo facile ed efficace gli strati di carta e plastica.

È vero che in alcune zone questo tipo di imballaggi può finire nella plastica, ma si tratta di casi isolati e comunque le modalità variano da comune a comune.

Probabilmente si tratta di un errore, l’indicazione giusta è quella secondo cui il packaging deve finire nell’indifferenziata.

Insomma il sacchetto di biscotti Macine Mulino Bianco Barilla buttiamolo nel sacco nero indifferenziato per non sbagliare.

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In sintesi la risposta della Barilla:

Per quanto riguarda le confezioni dei biscotti Macine è vero che le diciture possono confondere, ma sono in realtà corrette. La sigla C/PAP81 indica un materiale definito poliaccoppiato a prevalenza carta, che unisce carta all’esterno e plastica all’interno (polipropilene metallizzato) in grado di garantire una chiusura ermetica della confezione.

Il lavoro che abbiamo svolto in questi anni, ha permesso di ridurre la quantità di materiale plastico nel poliaccoppiato aumentando   la quantità di carta, rendendo così l’imballo riciclabile nella filiera del recupero della carta.

L’effettiva riciclabilità del nuovo materiale non è rilevabile visivamente dal consumatore, ma è stata verificata e certificata tramite test eseguiti nei laboratori di analisi della Stazione Sperimentale della Carta di Milano.

Pertanto il materiale poliaccoppiato base carta (C/PAP81) sulla confezione delle Macine Mulino Bianco da 1 kg è un materiale riciclabile testato e certificato, mentre la confezione da 450gr non è stata ancora modificata, quindi non è riciclabile e riporta la dicitura precedente.

La discordanza dipende esclusivamente dal fatto che il processo di aggiornamento delle confezioni non ha ancora coinvolto tutta la linea. In particolare, i primi prodotti confezionati con i nuovi materiali risalgono alla fine del 2011. Si tratta dei  biscotti cotti al vapore della linea del Mulino Verde, con cui abbiamo testato e confermato il mantenimento delle caratteristiche di qualità del prodotto. Nel corso del 2012 abbiamo esteso l’innovazione a tutti i biscotti Mulino Bianco e Pavesi, e attualmente siamo nella fase conclusiva del progetto che ha richiesto 12-15 mesi per il completamento.

Ancora per pochi mesi  potrà capitare di trovare sugli scaffali i due tipi di confezioni, con le indicazione per il corretto smaltimento.

 

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