La notizia letta l’altro giorno su Lettera43 non mi ha stupito affatto, in quanto il trucco utilizzato dalle compagnie aeree Usa è già stato sfruttato a suo tempo da Trenitalia che per diminuire i ritardi ha aumentato sulla carta i tempi di percorrenza necessari. E poi definisce “veloci” treni che vanno più lenti. 😉
Comunque sia ecco cosa si legge nell’articolo:
Aerei sempre più in orario. Ma c’è il trucco.
Alle compagnie aeree è bastato «allungare i tempi di percorrenza sul tabellone» e improvvisamente tutti gli aerei hanno abbattuto il ritardo.
Nel 2012, infatti, il 93% delle tratte nazionale americane aveva una durata superiore agli stessi itinerari del 1995.
Per esempio, se per andare da New York a Los Angeles 18 anni fa servivano cinque ore e 52 minuti, nel 2012 si doveva attendere sei ore e sei minuti.
Il fenomeno ha due spiegazioni, come ha raccontato il quotidiano Il Corriere della Sera che ha intervistato un esperto di Gestione aereoportuale del Politecnico di Milano.
«Una è ‘benigna’ e l’altra è ‘maligna’», ha detto Renato Picardi, secondo cui allungare i tempi di percorrenza significa una riduzione dell’inquinamento.
Dall’altra parte, però, le compagnie si «tutelano per evitare le lamentele dei passeggeri e quindi le richieste di risarcimento danni», perché se l’aereo dovesse arrivare in ritardo, «sarà comunque entro l’orario previsto dal biglietto».