leggo oggi su Il Salvagente questo articolo che francamente non riesco a commentare se non, per l’appunto, con un NO COMMENT.
Anzi, una cosa da dire ce l’ho: ho letto in un articolo sul web che qualcuno pensa che sia una pubblicità volutamente negativa, in modo di far circolare di più il messaggio, seguendo il pensiero “parlatene male, purchè ne parliate” il che sarebbe persino peggio. Una pubblicità fatta male è un colpa, ma realizzarla consapevolmente in questo modo pur di attirare l’attenzione è ben più che vergognoso.
Se qualcuno volesse scrivere all’azienda in questione, qui ci sono i Contatti
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L’immagine, come vedete, mostra un uomo con uno strofinaccio in mano seduto su un letto sul quale giace esanime una donna assassinata con lo slogan ’Elimina tutte le tracce’.
È la campagna che la Clendy, azienda di Casoria (Napoli) che vende prodotti per l’igiene della persona e della casa, ha pensato per lanciare un panno in microfibra “che elimina proprio tutto”.
La Clendy ha postato l’immagine (pensata anche nella versione opposta, cioè con una donna con lo strofinaccio in mano e un uomo in terra) sul suo profilo Facebook, dove è stata prontamente accusata di istigazione al femminicidio o, comunque, di scarsa sensibilità, visto quanto riportano le cronache.
Molte lettrici hanno annunciato anche una denuncia all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria.
Se lo conosci lo eviti!
Clendy un nome da dimenticare nessuno dovrebbe comperarli sti fottitissimi stracci
Non volevo crederci ma qui si è toccato il fondo