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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Passa il Giro rosa e si “scontra” con i soliti comportamenti…

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Oggi a Corbetta c’è stata una tappa del Giro rosa; nello specifico si trattava della penultima tappa del ventiquattresimo Giro Ciclistico internazionale Femminile, chiamato più comunemente Giro Rosa.

La manifestazione, la più importante al mondo nel campo del ciclismo femminile, si è svolta in 8 tappe dal 30 giugno al 7 luglio.

Il comune ha provveduto a posizionare con anticipo i cartelli di divieto di sosta, fogli con il percorso erano attaccati sui pali, c’erano transenne, avvisi e quant’altro, per fai si che il disagio fosse contenuto.

Il percorso era presidiato dallo staff del Giro, dalla polizia locale e dai Carabinieri. Sul sito del Comune erano inoltre presenti tutte le informazioni. In poche parole siamo stati informati, senza contare il fatto che molti, anche i non appassionati, erano in fibrillazione per questa tappa.

Incivili - segnaleNonostante questo non è mancato il solito personaggio, (in scooter) che ha dato in escandescenze perchè lui voleva andare a casa a mangiare e del Giro se ne fregava.

Lecito non essere un appassionato del ciclismo (neanche io lo sono), ed altrettanto ovvio che trovarsi bloccati sotto il sole sia un fastidio, comune peraltro a tutti gli altri che erano in colonna e sono rimasti tranquilli per quella quindicina di minuti in attesa che transitassero in sicurezza tutte le atlete.  Ma urlare a tal punto che lo si sentiva a 30 metri di distanza e più, è stato assolutamente fuori luogo.

Giro Rosa 07-2013 (3)

Come detto c’erano delle limitazioni alla circolazione, tuttavia tra un giro e l’altro c’erano una ventina di minuti di pausa nei quali ognuno aveva il tempo di andare per la sua strada. Inclusi i numerosi ciclisti, ma alcuni di questi hanno pensato bene di farsi le regole.

Dopo che era transitato il gruppone, ma prima che fossero passate le ambulanze e  la vettura che chiudeva il giro, ecco arrivare alcuni ciclisti che incuranti degli avvisi lanciati dai membri dello staff, proseguivano per la loro strada. Qualcuno si è fermato quando ha visto il carabiniere fare un passo avanti, ma un paio si sono infilati nella via da cui, di lì a poco, sarebbe arrivate a spron battuto le ambulanze.

Non essendo sufficiente transitare nonostante gli avessero intimato l’alt, hanno pensato bene di passare sulla carreggiata anziche usare la pista ciclabile, come invece ha fatto un altro ciclista. Dal mio punto di vista i carabinieri in arrivo avrebbero dovuto perlomeno invitarli ad andare sulla pista, invece si sono ignorati a vicenda.

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In chiusura due parole è giusto spenderle per ingraziare la Polizia Locale ed i Carabinieri che hanno svolto con pazienza (quanta ce ne vuole…) sotto un sole a picco, spesso senza la possibilità di ripararsi all’ombra nella pause e con una temperatura che superava i 30 °C.

Degno di nota il motociclista della Stradale che si è esibito in una piega non necessaria che però ha fatto la gioia del fotografo. 😉

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