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Carta clonata in vacanza? Una telefonata non basta, ma ridurre i danni si può

carta-creditoun articolo che leggo su E-R Consumatori

Non basta una telefonata per evitare di farsi svuotare il conto senza rimborsi. Ecco come procedere in caso di bisogno.

Secondo i dati del Crif, l’Osservatorio sulle frodi creditizie, il fenomeno della clonazione delle carte sembra in continuo aumento. Lo scorso anno i casi sono stati 24mila, con per­dite che sfiorano i 195 milioni di euro (e un incremento del­l’8,6% rispetto al 2011).

I metodi utilizzati dai truffatori sono diversi: vanno dall’uso di apparecchiature elettroniche, come gli skimmer, che copiano i dati contenuti nella banda magnetica quando viene utilizzata su terminali Atm e Pos contraffatti, ai microchip installati nel Pos che trasmettono i dati del pagamento (e del cliente) ai pc dei malviventi (attraverso il bluetooth).

Oppure ai vecchi e sempre attuali metodi “manuali” realizzati attraverso la raccolta di scontrini, dei prelievi con carta di credito: gettati colpevolmente integri dai clienti possono essere un’arma in favore dei truffatori.

A parte le  “scocciature” burocratiche, è più semplice rientrare in possesso della somma che ci è stata sottratta indebitamente tramite la card  più che con un furto di denaro contante.

In caso di smarrimento, furto o uso fraudolento della card è possibile, infatti, bloccarla immediatamente in qualsiasi momento, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. E la banca rimborsa tutte le spese effettuate dopo la disattivazione della carta.

La procedura da seguire è molto semplice. Appena ci si accorge che la carta è stata clonata, rubata o persa si procede immediatamente al blocco telefonando al numero verde del servizio clienti del circuito-carta (i numeri sono diversi a seconda che si telefoni dall’Italia o dall’estero).

Se la carta di credito è abilitata anche alle funzioni bancomat e pagobancomat è necessario, in caso di furto o smarrimento, procedere alla chiamata di entrambi i numeri verdi: quindi due blocchi.

È buona norma annotarsi data, ora ed eventuale codice di blocco. Entro i due giorni lavorativi, poi, va confermata la richiesta di blocco tramite lettera raccomandata A/R, allegando anche una copia della denuncia effettuata presso un posto di polizia, alla banca e alla società gestrice del circuito oppure alla società emittente della carta.

La procedura è leggermente più complessa quando si è all’estero, specialmente in paesi non di lingua inglese. Se, infatti, le denunce redatte in inglese possono essere facilmente tradotte dal personale della banca, c’è il rischio che lingue meno conosciute non vengano neppure prese in considerazione.

In questi casi, c’è solo da rivolgersi al consolato italiano per una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà con la quale si chiede di denunciare la clonazione della carta di credito.

La dichiarazione andrà inviata per fax all’istituto assieme al modulo di contestazione compilato e alla fotocopia fronte-retro (se disponibile) della carta clonata. Nella dichiarazione è bene indicare, oltre ai propri dati e a quelli relativi alla carta, l’importo totale sottratto, la dichiarazione di non aver smarrito o ceduto a terzi la carta e tutti i movimenti contestati con relative date.

Per avere sempre sotto controllo i movimenti della carta di credito e dunque eventuali clonazioni, tutti i circuiti danno la possibilità al cliente di attivare un servizio di sms alert: in questo modo è possibile bloccare e denunciare immediatamente l’uso fraudolento della carta.

Se il servizio non è stato attivato, l’eventuale clonazione si scoprirà solo dopo la lettura dell’estratto conto: in questo caso si hanno 60 giorni di tempo dalla data di ricevimento dell’estratto per inviare alla società emittente un reclamo scritto, con allegata la denuncia effettuata all’autorità di polizia.

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