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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

C’è il marciapiede, c’è la ciclabile ed io sono un pedone: che fare?

Giorni fa stavo passeggiando nella zona delle torri, vicinanze via Adriano; il quartiere è nuovo per cui è presente una lunga pista ciclabile che corre accanto al marciapiede.

pista ciclabile

Al momento dello scatto era ora di pranzo, in una giornata decisamente calda ed il quartiere è un pò una cattedrale nel deserto, per cui il passaggio di ciclisti è scarso, anche se mi è capitato di vederne qualcuno che a dispetto della presenza della pista (ed al conseguente obbligo di usarla) preferiva transitare sulla carreggiata.

Resta il fatto che qualche ciclista transita nella pista a lui riservata ed avrebbe il diritto di farlo in tranquillità e nella massima sicurezza. Se non fosse che….

Arriva la signora con passeggino, il marciapiede è ben fatto, senza buche e deserto. Poi c’è la pista ciclabile che, lo dice il nome, è per i ciclisti ed infatti la signora percorre quest’ultima…

pista ciclabile pedone

Qualcuno penserà che sono troppo fiscale tuttavia ho avuto modo di constatare che le abitudini (tanto più quelle cattive) portano ovviamente a comportamenti automatici, il che significa che molto probabilmente questa signora transiterà sistematicamente sulla pista ciclabile.

In seconda battuta immaginiamo il ciclista, silenzioso, magari senza campanello che si avvicina alle spalle della signora; forse la sfiorerà, forse la signora sentendo un movimento alle spalle avrà una reazione scomposta, chi può dirlo? Potrebbe esserci un contatto, c’è anche un passeggino e quindi un bambino.

Spesso si leggono commenti nei quali, quando si parla di biciclette riducono tutto al fatto che se ti urta una bicicletta, male che vada ti fa un segno sulla macchina o causa qualche livido al pedone.

Si tratta di un’analisi superficiale e la verità è un’altra, per cui anche un banale incidente fra bici, può rovinare delle vite.

Leggi questo articolo e poi pensa cosa potrebbe succedere se la signora, così come il ciclista, cadesse e, per colmo di sfortuna picchiasse la testa sul cordolo del marciapiede.Pur senza voler gufare è una possibilità che esiste, affatto remota.

La fatalità esiste, gli incidenti sono all’ordine del giorno, ma spesso sono evitabili oppure potremmo ridurne drasticamente gli effetti. E’ sufficiente un pò di buonsenso abbinato con il rispetto delle norme che regolano la società civile.

Una foto aggiuntiva che chiarisce al meglio un dubbio sollevato da Francesco, circa la segnaletica orizzontale. E’ chiaro che non si tratta di una pista ciclo-pedonale, ma esclusivamente riservata all 2 ruote.

pista ciclabile segnaletica

5 commenti su “C’è il marciapiede, c’è la ciclabile ed io sono un pedone: che fare?

  1. Morbida Dolcezza
    18 luglio 2013

    Quello che dici è giustissimo.

    Così come i ciclisti che invece utilizzano i marciapiedi come piste ciclabili e spesso vanno anche spediti.

    Pensa che una mattina stavo uscendo dal cancello del palazzo dove abito e per un soffio non sono stata investita da una donna che sopraggiungeva in bici sul marciapiedi.

    Il bello è che questa ha pure inveito contro di me dicendomi di fare attenzione quando esco dal cancello (che dà sul marciapiede).

    Ma ti rendi conto?

    Ovviamente le ho fatto notare che era lei in torto e non ti dico la reazione di questa!

    Mi sono trattenuta dal mandarla a quel paese soltanto perché poteva essere mia madre, ma ti garantisco che la tentazione di tirarle una sberla è stata forte, anzi, fortissima.

  2. Francesco
    18 luglio 2013

    Per altro sembra, anche se non si vede bene, che all’ingresso della pista ci sia sia la segnaletica orizzontale che verticale.

    Forse una maggiore presenza di segnaletica orizzontale aiuterebbe almeno un po’ a far capire chi deve utilizzare quello spazio.

    Che, per altro, è anche protetto e separato dal marciapiede dalle aiuole.

    A volte si vedono piste ciclabili differenziate solo dalla colorazione rispetto al marciapiede, fatte proprio a capocchia, senza separazione fisica tra parte riservata ai pedoni e parte ai ciclisti, mentre credo che per obbligo ci debbano essere delle separazioni…

  3. Poppea
    18 luglio 2013

    non capisco il marciapiede per i pedoni sta’ praticamente rasente alla strada e la pista ciclabile all’interno, per il mio modo di vedere avrei fatto esattamente al contrario

  4. Pingback: Le strisce pedonali che non servono, quelle che vorrei e… | Paoblog

  5. Paoblog
    4 dicembre 2013

    per restare in tema “quartiere Adriano” oggi leggo sul Corriere questo articolo:

    Orti abusivi, topi, zanzare d’estate, e ora anche capre e pecore che invadono il quartiere, passeggiano nei grandi viali del quartiere Adriano, brucano l’erba del parco non ancora terminato. Scene agresti, ma qui non siamo in aperta campagna, dove è normale vedere le greggi scese dai monti pascolare in inverno.

    Questa è terra di confine tra il capoluogo e Sesto San Giovanni. Le istantanee che i lettori inviano si commentano da sé. Di chi sia il gregge non è chiaro. Forse i proprietari vivono in un campo nomadi sul confine tra le due città.I prati erano stati recintati, ma qualcuno ha aperto varchi nelle recinzioni.

    Ci troviamo nelle vie Tremelloni, Mulas e Tognazzi, periferia Nord . Le foto mostrano i pascoli di pecore e capre (anche in strada) e case abbandonate o invendute.

    «Allevamenti abusivi, terreni inquinati, edifici abbandonati. Un quartiere regalato al degrado e dove tutte le promesse sono rimaste nei cassetti. Ci ritroviamo aree – commenta Sardone -, dove erano previsti grandi parchi e invece vediamo allevamenti abusivi di capre e pecore in terreni inquinati con una collina, non bonificata, costituita da materiale di riporto.

    Una zona con pozze d’acqua d’abbeveramento, ambrosia ovunque e topi visibili dappertutto. Centinaia di appartamenti invenduti in un quartiere che doveva essere modello e invece rimane esempio di una periferia diventata un’enorme area dormitorio senza servizi».

    Edifici abbandonati occupati da abusivi, trasporti e viabilità da incubo, discariche a cielo aperto, lavori lentissimi e un diffuso senso di insicurezza. I furti sono all’ordine del giorno. Per non dire dell’elettrodotto che forse ora sarà interrato e il paventato rischio della realizzazione da parte di Sesto San Giovanni di una centrale a cogenerazione al confine con Milano.

    Emblematico, poi, è il caso dell’asilo di via Nenni, che confina con un terreno abbandonato diventato in pochi anni una discarica abusiva.

    «Situazione non più tollerabile, imbarazzante – spiega un altro residente -. Parte degli spazi verdi sono occupati da orti abusivi, e ovunque spuntano bidoni per la raccolta delle acque piovane che d’estate sono terreno fertile per le zanzare. Hanno piazzato delle trappole per topi ma poi sono state rimosse e non più sostituite, al limite del tollerabile. E nella discarica abusiva oggi chiunque passa abbandona rifiuti, frigo, copertoni, bottiglie di birra».

    Qualcosa s’è mosso, ammettono i residenti: sono arrivati i bus (l’86 che collega Gobba a Precotto; la 53 per piazzale Udine; la 56 per Loreto). È partito il progetto per la scuola materna e a gennaio dovrebbe aprire il cantiere di Esselunga. Ma basta un gregge un po’ troppo anarchico, che scorazza senza confini, a far perdere la fiducia.

I commenti sono chiusi.

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