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Ridurre l’effetto del caldo con i “tetti freschi”

in sintesi un articolo che leggo su Rinnovabili; al solito perderò un pò di tempo per evitare l’abuso di termini stranieri perfettamente traducibili in italiano. Non capisco infatti perchè debba parlare di cool roof, quando posso benissimo scrivere tetti freschi, che è la stessa cosa. Potrete notare, che è sufficiente sistemare leggermente il testo, adattandolo all’espressione tetti freschi, per ottenere una lettura scorrevole.

Per ridurre l’effetto “isola di calore” delle aree urbane, accanto alla possibilità di investire sui giardini pensili orizzontali e verticali o sulle coperture ventilate, si è ormai consolidata la scelta di soluzioni tetto fresco”.

Quello dei tetti freschi è un sistema di coperture in grado di riflettere la radiazione solare mantenendo fresche le superfici esposte ai raggi. Essendo un sistema di raffrescamento passivo, i tetti freschi si basano sull’uso di tecniche per il controllo del calore principalmente utilizzando materiali ad alta riflettanza solare e ad alta emittanza termica, ovvero la capacità di emettere calore sottoforma di radiazione infrarossa mantenendo il tetto fresco anche sotto il sole.

Rimanendo fresche le coperture, anche la quantità di calore trasmesso alle abitazioni diminuisce, aumentando il comfort interno e diminuendo i costi per la climatizzazione, con evidenti guadagni sia in termini economici che energetici.

I tetti freschi si mantengono solitamente ad una temperatura tra i 28°C ed i 33°C, decisamente inferiore alle coperture convenzionali, garantendo un risparmio energetico giornaliero per quanto riguarda il condizionamento dell’aria ed una riduzione del picco di carico dal 10 al 30%.

L’applicazione di membrane riflettenti inoltre aumenta la produttività dei pannelli fotovoltaici, mantenendo la temperatura della superficie del tetto decisamente inferiore rispetto al normale, arrivando addirittura ad una riduzione vicina ai 40°C.

Per trasformare una normale copertura in un tetto fresco esistono vari approcci diversificati in base al materiale utilizzati, la caratteristica comune rimane la colorazione bianca. Oltre alle tradizionali membrane bituminose ed alle vernici di colore bianco, prodotte ovviamente a partire da derivati del petrolio, si stanno iniziando a diffondere sul mercato soluzioni per tetti freschi ecologiche o comunque riciclabili.

Non ultimo una delle società specializzate in questa particolare tipologia di prodotto, ha presentato un manto di copertura per tetti freschi a base di oli vegetali e resine vegetali. La membrana è realizzata grazie al riutilizzo degli scarti di altri settori industriali, riducendo i rifiuti e gli scarti di materie prime e venendo riconosciuto anche dalla bioedilizia.

Diversi casi studio hanno verificato che l’applicazione di soluzioni tetti freschi su coperture orizzontali o verticali ha generato un aumento dell’efficienza energetica delle abitazioni anche superiore al 40%, andandosi anche a sommare alle prestazioni già elevate degli edifici progettati secondo i criteri bioclimatici.

Nell’edificio recentemente inaugurato a Toronto per l’Earth Rangers Centre for Sustainable Technology ad esempio, l’impiego del tetto fresco bianco associato al tetto verde (nell’articolo: green roof), ha permesso all’edificio di raggiungere livelli di sostenibilità elevatissimi, riducendo i propri consumi del 90%.

Fonte: Rinnovabili.it

 

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