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Usi la Pec per allertare la Procura e il pm cade dalle nuvole. Così la strada della morte resta com’è

La Pec, questa sconosciuta. L’importante è che le aziende siano state obbligate ad averla, pagando un canone annuo. Poi le istituzioni o non ce l’hanno o non la usano.

Tranne la Camera di Commercio di Milano (per chiedere soldi) oppure il commercialista per l’invio di comunicazioni importanti, non la usa nessuno. D’altro canto tempo fa Caprino aveva già segnalato l’inefficienza della Pec in merito alle cartelle pazze romane.

Ma anche nel privato cambia poco. Ho inviato una circolare ai clienti per avere la loro Pec ed aggiornare gli archivi. Scena muta. Sono riuscito a recuperare alcuni indirizzi Pec di clienti (per inviare io solleciti di pagamento 😉 ), ma è una ricerca faticosa, di certo non facilitata dall’impostazione dei siti delle camere di Commercio che prevedono numerosi passaggi, talvolta incomprensibili.

E l’unica volta che qualcuno mi ha detto: “invii una Pec” la cosa si è risolta in una barzelletta, come racconto qui.

E per i privati attivarla non è necessariamente un affare

° ° °

di Maurizio Caprino

Mettiamo che siate presi dal sacro fuoco del civismo e segnaliate alla Procura la mancata messa a norma dei guard-rail di una strada trafficatissima che miete morti da decenni.

Mettiamo che non vi facciate scoraggiare dal fatto che da un decennio abbondante il pericolo sia stato segnalato nero su bianco, e con tanto di timbro regolamentare, dai vigili urbani, quindi la vostra segnalazione ha seri rischi di rivelarsi utile solo per la vostra coscienza.

E mettiamo pure che siate di quelli che credono ancora che le istituzioni abbiano a cuore la vita di tutti noi e facciano annunci degni di fede.

Così decidete di usare quella cosa meravigliosa che i vari ministri della Pubblica amministrazione dicono sia la Pec. Sì, la posta elettronica certificata, che dovrebbe avere il pregio maggiore di far finalmente funzionare la macchina della giustizia.

Vi mettete al computer e scrivete a un pm che si occupa di queste materie. Scrivete pure che vostre precedenti segnalazioni al ministero delle Infrastrutture sono state infruttuose.

Vi mostrate candidamente stupiti, visto che il ruolo istituzionale del dicastero è anche quello di “sostituirsi” ai gestori di strade inadempienti, anche se poi il ministro nomina nel consiglio di amministrazione dell’Anas proprio chi nel suo ministero ha questo ruolo (conflitto d’interessi o volontà di rafforzare il doveroso controllo? attendiamo che siano i fatti a rispondere, la nomina risale appena ai primi di agosto).

Dunque, il messaggio di Pec parte e risulta regolarmente arrivato. Ma dalla Procura il silenzio è tombale.

Così decidete di chiedere un appuntamento al pm, giusto per sapere se mettervi l’anima in pace. Prendete il caro, vecchio telefono e v’imbattete in una segretaria indurita da decenni di rotture di scatole gratuite o, meno comprensibilmente, menefreghista.

Per pura fortuna, riuscite a dribblarla e a parlare col pm, che vi esternerà candidamente il suo stupore: lui quella mail certificata non l’ha nemmeno sfiorata. Come – si presume a questo punto – non ha nemmeno sfiorato il caso della strada che miete morti da decenni.

Con buona pace del vostro civismo.

Questo racconto è vero: qualsiasi riferimento a fatti realmente accaduti e a persone esistenti è puramente reale.

Ma, siccome un briciolo di ottimismo ci è rimasto, taciamo nomi e circostanze che rendano identificabili i protagonisti: speriamo siano presi da un sussulto di dignità e si mettano a lavorare. Ognuno per quel che gli compete, come dovrebbe essere in un Paese che il senso civico lo alimenta.

2 commenti su “Usi la Pec per allertare la Procura e il pm cade dalle nuvole. Così la strada della morte resta com’è

  1. Poppea
    9 ottobre 2013
    Avatar di Poppea

    io ho scritto all’imps per ricevere il mio n. di identificazione e pass per accedere on line, mi hanno appunto chiesto se avevo la pec da ridere

  2. il Testimone
    9 ottobre 2013
    Avatar di il Testimone

    non mi parlare di pec

    è un argomento che mi fa innervosire

    questi 30 euro buttati nel cesso non riesco a digerirli

I commenti sono chiusi.