Ormai sembrano tutti d’accordo: l’Italia deve cambiare. Eppure nessuna delle ricette proposte è ancora riuscita a curare lo Stivale dai suoi mali storici. All’ombra di parole d’ordine quali “austerity” e “taglio del debito” si ritrovano a pagare sempre gli stessi, mentre i soliti noti rafforzano i propri privilegi.
La nostra penisola è marchiata da crescenti disuguaglianze che deprimono l’economia, esasperano lo scontro sociale, e soprattutto riducono l’efficienza del sistema-paese.
È questa la tesi, semplice ma esplosiva, di Emanuele Ferragina, giovane docente “espatriato” in Inghilterra ed esperto di politiche sociali: occorre ridurre le disuguaglianze, non per ragioni ideologiche, ma per rendere il sistema più funzionale. Il comportamento lobbistico degli ordini professionali; una spesa sociale sbilanciata verso il passato pensionistico e incurante del futuro lavorativo dei giovani precari; il crollo della coesione sociale dovuto alla disuguaglianza crescente; un federalismo ingiusto sbandierato come slogan.
Una penetrante indagine sull’iniquità e l’inefficienza del nostro Paese, e una ricetta per cambiarlo. Una ricetta che converrebbe alla maggioranza degli italiani.
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Infatti, intendevo proprio quello. Ogni regione ha le sue caratteristiche e le sue risorse date da una serie di fattori, per esempio primo fra tutti la morfologia del territorio.
Pertanto se ogni regione avesse sfruttato appieno le proprie risorse sviluppando le proprie potenzialità, a quest’ora non avremmo tutte queste disparità tra Nord e Sud e anche le infiltrazioni mafiose non si sarebbero allargate così tanto…. io credo.
sia qui che là, in ogni caso..,
che se penso che a metà 1800 nel Regno di Napoli facevano la raccolta differenziata porta a porta..> http://www.napolinelmondo.org/public/wp/index.php/2010/11/igiene-pubblica-e-raccolta-dei-rifiuti-i-borboni-e-la-differenziata/
So che quello che sto per dire fa un po’ specie soprattutto perché detto da me (nata in provincia di Avellino), però a volte penso che non avrebbero mai dovuto unificare l’Italia…. Forse a quest’ora le cose avrebbero funzionato meglio.