Quando si parla di intercettazioni e/o tracciamento, c’è sempre qualcuno che butta lì un: che ti interessa, se non hai niente da nascondere?
Non ho il “tuttofonino”, per cui sono al sicuro, per ora, ma in realtà non è l’operazione in sè che mi innervosisca, ma il fatto che non vi sia nessuna garanza su “Chi & Come” gestisca queste informazioni che, in ogni caso, riguardano la mia sfera personale.
Leggendo quanto racconta Paolo Attivissimo nel suo articolo, vedo che Google oltre che a tracciare i tuoi spostamenti, li sbaglia pure ed allora essere posizionato in un posto dove non si è mai stati, potrebbe essere pericoloso, se in quel luogo accadesse qualcosa di illegale al quale potresti essere associato.
Scrive infatti Attivissimo che: Se avete un telefonino Android legato a un account Google e usate le impostazioni predefinite, avete anche voi una cronologia delle posizioni: un diario di dove eravate ogni giorno e ogni ora da quando avete attivato il telefonino. Inquietante. Trovate la vostra cronologia, se ne avete una, a questo link generale (ognuno vede la propria).
Questo genere di tracciamento così capillare è una forte dimostrazione di quante tracce lasciamo in giro e di quanto è facile, per servizi come Google, compilarle e analizzarle.
Fra l’altro, l’analisi non è sempre corretta: per esempio, Google è convinto che io abbia preso un aereo a Rimini il 2 dicembre per poi rientrare a Rimini il giorno stesso (screenshot qui accanto), ma in realtà sono semplicemente passato accanto all’aeroporto in auto. Google pensa anche che io abbia preso un volo dall’aeroporto di Agno il 19 agosto, ma non sono neppure passato da Agno.
Per quanto sia invadente questo tracciamento, perlomeno ha il vantaggio di offrire anche al pedinato la possibilità di consultare i dati raccolti (diversamente da quanto fa l’NSA, per esempio), per cui è possibile ricordarsi dove ci si trovava a una certa ora di un certo giorno (ed eventualmente usare questi dati per dimostrarlo).
Per contro, significa che chiunque riesca a mettere le mani sul nostro account Google può non solo leggere tutta la nostra mail privata, ma anche sapere tutti i nostri spostamenti passati.
Il 2 dicembre sono partito da Riccione per tornare al Maniero Digitale. Questa è la mappa di Google, con la visualizzazione completa di tutti gli eventi di posizione, riferita al mio telefonino Android principale, che ha una SIM svizzera:
Durante la mia presenza in Italia non ho mai attivato il roaming dati e non mi sono mai collegato al WiFi dell’albergo (ho solo visualizzato la sua schermata di login). Sono andato in Rete usando un telefonino italiano come access point.
Come ha fatto Google a tracciare correttamente la mia presenza a Riccione?
Paolo Attivissimo può rispondere meglio di me, comunque Google ha , sostanzialmente , due sistemi per tracciare i percorsi degli utenti, con il GPS integrato in molti telefoni, che può essere spento, oppure tramite l’utilizzo delle celle telefoniche, che essendo antenne “settori” e direzionali riescono a tracciare la posizione con una certa precisione.
E per quello basta lasciare il telefono acceso.
Logicamente i prodotti Apple fanno la stessa cosa, solo che a google non lo dicono.