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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Cronaca di un suicidio

di Gianni Biondillo

Guanda – Pagg. 189 –  € 14.50 > lo vendo ad € 6,00  + spese spedizione

Cronaca di un suicidio - € 5,00

Trama: Una semplice vacanza al mare, a Ostia, insieme alla figlia Giulia. Doveva essere un momento di relax per l’ispettore Ferraro, che cerca, a fatica, di costruire un rapporto con quella ragazzina in piena adolescenza che sembra sfuggirgli sempre di più. Come tutto, del resto.

Ma poi, una barchetta alla deriva attira la sua attenzione. A bordo un biglietto, che lascia intendere che il precedente occupante della barca ha deciso di porre fine alla sua vita.

Una volta chiamati i colleghi di Roma la faccenda sarebbe finita lì, per Ferraro, se non fosse che il suicida ha lasciato un’ex moglie a Milano, e all’ispettore tocca l’ingrato compito, una volta tornato a casa, di informare la donna.

E così, suo malgrado, in una calda estate milanese, Ferraro si trova coinvolto in un’indagine­non indagine sul destino di un uomo, sulla storia banale e sconvolgente di Giovanni Tolusso, che, partito dal nulla, era riuscito a fare una discreta carriera di sceneggiatore.

Ma poi, una cartella di Equitalia segna l’inizio della fine…

Letto da: Paolo

Opinione personale: In questo libro di indagine ce n’è ben poca; vero che l’ispettore Ferraro ci ragiona su, coinvolto dal suo collega romano, ma vero anche che lo svolgimento della storia rispecchia appieno il titolo ovvero è la cronaca di un suicidio o, perlomeno, dell’iter che ha portato Tolusso al suicidio.

Leggendo il libro ti viene da pensare alla legge di Murphy, se qualcosa può andare male, lo farà, e la possiamo anche integrare con la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo, tuttavia anche se Tolusso certe volte sembra vivere con la nuvola di Fantozzi sopra la testa, ben rappresenta  una figura decisamente attuale, vittima di una certa superficialità, certo, ma soprattutto di un commercialista che con il suo comportamento truffaldino innesca la spirale che si concretizza con la raccomandata di Equitalia.

Poi il percorso è il solito noto, in questi casi, passando dalla difficoltà di pagare il mutuo, al pelo sullo stomaco della banca, che di certo non ti aiuta,  poi l’ottusa gestione contabile dell’Inps, dell’Ordine dei geometri e via così, sempre più stritolato da un sistema che sembra godere nell’accanirsi, senza vedere i fatti per quello che sono, senza recepire spiegazioni semplici, alla portata di tutti.

Un lettore di gialli di media caratura arriverà con netto anticipo sull’ispettore alla soluzione della piccola indagine di Ferraro, questa volta meno antipatico del solito, e non giudico l’esito finale della storia, giusto o sbagliato, scontato o inaspettato che sia per il lettore.

Credo però che Biondillo avrebbe potuto osare di più, costruendo la storia non addosso ad uno sceneggiatore che vive in maniera quasi inconsapevole, con decisioni discutibili, delegando tutto a tutti; se il personaggio fosse stato il cassaintegrato come il piccolo imprenditore, al giorno d’oggi schiacciati in egual modo da una pressione fiscale mal gestita ed applicata, forse si sarebbe potuto dare un valore sociale a questa vicenda.

E’ una mia opinione, ma credo che si sia persa un’occasione.

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