Meglio tardi che mai, tuttavia sono anni che si parla di questa cosa, ed ancora manca l’approvazione formale, dopodichè bisognerà aspettare almeno 3 anni; se poi consideriamo che in questa italietta recepiamo le direttive europee con almeno 7-10 anni di ritardo (ogni riferimento al 112 non è casuale) andrà a finire che, così come i produttori smaltiscono i biberon tossici in Africa, noi ci beccheremo i vecchi caricabatterie.
Pensate che sia pessimista? Sicuramente si, tuttavia basta leggere della proroga all’obbligo di omologazione dei cerchi auto ovvero tra il dire ed il fare, c’è di mezzo l’italietta…
Il bello è che nell’aprile 2011 era già stato raggiunto un accordo con i principali produttori ed avevo letto che: “Nei prossimi mesi (il caricatore universale) dovrebbe arrivare per tutti nei negozi….”
Ed infatti sono passati 3 anni e ne abbiamo davanti almeno altri 3… 😉
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Dal Parlamento europeo è arrivato il via libera al caricabatterie universale per tutti i telefoni cellulari. Gli eurodeputati hanno infatti approvato un aggiornamento delle leggi europee sulle apparecchiature radio in cui chiedono che sia sviluppato un caricabatterie comune per tutti i telefoni cellulari venduti nell’Unione europea, così da ridurre gli sprechi, i costi e i problemi per gli utenti.
Il progetto di legge dovrà ora essere formalmente approvato dal Consiglio dei Ministri. Gli Stati hanno due anni di tempo per aggiornare le loro leggi, mentre i produttori avranno un anno in più per conformarsi alle nuove norme.
Il progetto di direttiva stabilisce norme armonizzate per l’immissione sul mercato di apparecchiature radio, compresi telefoni cellulari, telecomandi apri-auto e modem. Le norme mirano a tenere il passo con il crescente numero e varietà di dispositivi radio e a garantire che i dispositivi non interferiscano l’uno con l’altro rispettando così i requisiti essenziali su sicurezza e salute.
In questo ambito, è stato chiesto di sviluppare un caricabatterie comune soprattutto per i telefoni cellulari, in modo da ridurre sprechi e costi. I deputati hanno inoltre sostenuto alcune disposizioni che intendono dare alle autorità strumenti di vigilanza del mercato, per individuare apparecchiature radio pericolose.
Usando le informazioni degli Stati, la Commissione europea dovrà individuare le categorie di apparecchiature che dovranno essere registrate prima di poter essere immesse sul mercato. Un database simile esiste già negli Stati Uniti.
Fonte: E-R Consumatori